Il ruolo della decarbonizzazione per la ripresa economica

Gloria Cipressi / 6 Novembre, 2020 / Sostenibilità

Gli investimenti nella decarbonizzazione possono essere la chiave per la ripresa economica in Italia e preparare il nostro Paese a fronteggiare i futuri shock.

Ossigeno per la crescita” è il report pubblicato da Ref-E volto a identificare i principi e le misure per strutturare una ripresa economica sostenibile e resiliente.

Un’innovazione che non deve essere solo tecnologica, ma anche della policy, per superare le fragilità del nostro sistema decisionale e riconoscere le opportunità della decarbonizzazione: ecco alcuni dei punti salienti del documento.

Scenari e considerazioni sulla situazione macroeconomica

Il report individua due possibili scenari futuri (uno virtuoso e uno conservativo), partendo dalle previsioni del 2020 come punto di partenza, ovvero:

  • caduta del PIL attesa dell’8,4%;
  • riduzione delle emissioni del 9%;
  • crollo degli investimenti al 16% del PIL;
  • rapporto debito pubblico/PIL vicino al 160%.

Da questi presupposti, gli scenari descritti sono:

  • virtuoso: nel periodo di accesso ai finanziamenti comunitari, l’accelerazione è imponente. Dopo il rimbalzo, il tasso di crescita medio annuo si mantiene vicino al 5% per qualche anno, per poi scendere al 3,5% medio e convergere nel lungo termine su livelli vicini al 2%. Il buon utilizzo dei fondi comunitari riporta il PIL al 2030 su un valore del 30% circa superiore a quello in assenza dei finanziamenti comunitari e del 15% rispetto allo scenario conservativo. Il tasso di occupazione aumenta dal 57% del 2020 al 68% nel 2030 (sempre inferiore alla media europea ma con un netto miglioramento delle opportunità per i più giovani). La capacità delle politiche pubbliche permette di impegnare e spendere circa l’80% delle risorse europee e attivare investimenti nel settore privato.
  • conservativo: dopo il rimbalzo del 2021, negli anni di utilizzo dei fondi comunitari la crescita procede vicina al 2% per poi convergere attorno all’1% dopo il 2030. Gli obiettivi di decarbonizzazione sono incerti e non raggiungono il target di lungo periodo di neutralità climatica. Il rapporto debito PIL non riesce a scendere ancora al 2030 a livelli inferiori al 140%. La capacità delle politiche pubbliche permette di impegnare e spendere solo il 50% delle risorse europee.

Da qui, a livello macroeconomico, il report individua 5 importanti considerazioni:

  • lo Stato deve emergere come attore chiave nel processo di decarbonizzazione;
  • gli investimenti sono l’unica via per far transitare il sistema produttivo verso la crescita sostenibile;
  • per programmare un’economia globale a zero emissioni nette di carbonio sarà necessario impiegare modelli macroeconomici diversi da quelli ora in uso dalle istituzioni finanziarie;
  • dovranno essere ripensate le regole europee imposte dal fiscal impact, solo temporaneamente sospese;
  • la finanza emerge significativamente come attore centrale delle decarbonizzazione.

Decarbonizzazione e riforme: 5 aree chiave

Nel documento vengono poi individuate 5 aree fondamentali per sostenere una strategia coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione.

Fiscalità. Va rivista la fiscalità energetica, introducendo ad esempio un prezzo minimo del carbonio in tutti i settori. Secondo lo studio, imposte sul carbonio ben progettate ed eliminazione graduale e rapida dei sussidi per i combustibili fossili possono aiutare ad allineare la ripresa economica post-Covid con gli obiettivi climatici.

Finanza sostenibile. Va sfruttata la tassonomia per avere una classificazione dei settori prioritari in ottica di decarbonizzazione dell’economia e così indirizzare gli investimenti privati e le risorse pubbliche. Inoltre, strumenti della finanza sostenibile (come i green bond) permetterebbero di aggiungere altri capitali per la ripresa economica in ottica di sostenibilità.

Economia circolare. Va favorita con il recovery fund, per valorizzare le PMI e offrire un contesto per innovare i processi e i prodotti (eliminando il rischio che le aziende ritardino l’innovazione e perdano competitività sui mercati).

Green Public Procurement. Da attuare attraverso l’adozione di criteri ambientali minimi (CAM) negli acquisti di beni e servizi e nella realizzazione delle opere. Inoltre, il costo di vita utile del prodotto deve diventare la prassi: la costruzione della contabilità pubblica deve trovare la soluzione per conciliare tale calcolo con quello del bilancio.

Lavoro. Le politiche del lavoro devono includere in maniera esplicita il tema e le implicazioni legate alla decarbonizzazione. La formazione assume un ruolo fondamentale in un periodo di trasformazione, mentre anche la contrattazione collettiva e le relazioni industriali devono essere chiamate a supportare la transizione energetica e ambientale. Lo Stato è chiamato, inoltre, a promuovere e creare nuovi posti di lavoro e attività in ottica green.

Decarbonizzazione e resilienza: le azioni da attuare

Lo studio ha poi individuato quali possono essere le azioni principali per la crescita economica e la decarbonizzazione, ovvero quelle con il maggior potenziale a breve e a lungo termine.

Diversi sono gli ambiti interessati, a partire dall’industria: settori fondamentali per la decarbonizzazione (come acciaio, cemento, chimica) vedono poche tecnologie che hanno già raggiunto la maturità tecnologica e commerciale.

Oppure, dal punto di vista dell’efficienza energetica, un ruolo importante è coperto dal settore delle costruzioni (che rappresenta circa l’8% del PIL Italiano ed è connesso al 90% dei settori economici): in ambito residenziale vi è ancora molto potenziale, ma per attivarlo asrà necessaria una programmazione trentennale e misure shock di breve periodo. Edilizia scolastica e residenziale pubblica vengono, invece, individuate come prioritarie per l’impiego delle risorse da recovery fund.

Altri ambiti menzionati sono:

  • sistema elettrico: vanno accelerati gli investimenti, anche per lo sviluppo delle rinnovabili;
  • trasporti: sviluppo dell’elettrificazione del parco veicoli, misure per orientare gli spostamenti verso modalità efficienti dal punto di vista energetico (anche in base alla domanda di trasporto passeggeri e merci legate rispettivamente a smart working ed e-commerce);
  • cibo: vanno considerate come parte di un’unica strategia la produzione agricola, la trasformazione dei prodotti, i sistemi logistici e della distribuzione, il commercio, le modalità di consumo e la gestione delle eccedenze e dei rifiuti.

Vuoi approfondire, nel dettaglio, gli aspetti analizzati nel report? Qui puoi scaricare il documento completo “Ossigeno per la crescita”.

Se sei un installatore, e vuoi progettare un impianto fotovoltaico efficiente, scopri il nostro catalogo prodotti oppure contattaci per parlare con un nostro professionista.

Share This: