Costo auto elettriche: le previsioni al 2027

Michael Hackhofer / 20 Agosto, 2021 / E-Mobility

Auto elettriche più economiche di quelle a benzina, indipendentemente dal fatto che si tratti di city-car, SUV o veicoli commerciali leggeri.

Tra il 2025 e il 2027, secondo un rapporto pubblicato da BloombergNEF, i veicoli elettrici costeranno meno rispetto a quelli a combustione, anche in assenza di tassazioni agevolate o di altri incentivi economici all’acquisto.

Un passaggio importante, verso una mobilità sostenibile e a zero emissioni, che richiederà comunque politiche adeguate e una capillare infrastruttura di ricarica. Ad oggi, infatti, la decisione di acquisto di un’auto elettrica risulta ancora fortemente vincolata alle possibilità economiche (anche se, come vedremo, non si tratta dell’unico ostacolo “percepito” dagli utenti).

Ecco alcuni dei punti principali emersi dal report BNEF.

Costo auto elettriche in calo: il ruolo delle batterie

Secondo lo studio BNEF (commissionato dalla Federazione europea Transport & Environment), saranno i veicoli commerciali leggeri i primi a diventare più convenienti, già a partire dal 2025.

A seguire, l’anno successivo, saranno le berline elettriche (segmenti C e D) e i SUV di tutte le dimensioni, fino ad arrivare al 2027 con le auto di taglia piccola (segmento B).

Un fattore determinante in questo processo sarà rappresentato dall’ulteriore calo dei costi delle batterie dei veicoli elettrici, un elemento che incide parecchio sul prezzo finale delle vetture (specialmente nei furgoni leggeri, che pur rappresentando oggi solo il 2% delle vendite totali, diventeranno infatti economicamente più vantaggiosi in un tempo minore).

In generale, il costo delle batterie, che tra il 2010 e il 2019 è diminuito dell’87%, dovrebbe crollare di un altro 58% tra il 2020 e il 2030. Già oggi, grazie alla diminuzione del costo delle batterie:

  • è cresciuta la richiesta di veicoli elettrici (+47% nel 2020 rispetto al 2019);
  • sono aumentati i modelli (nel 2020 ne sono stati messi in commercio 370 circa);
  • la quota di mercato è salita a 1,7 milioni di dollari.

Quest’ultima, secondo le previsioni, dovrebbe passare a 8,5 milioni di dollari nel 2025 per arrivare 26 milioni nel 2030.

La necessità di politiche forti, per accelerare la diffusione dei veicoli elettrici

Come avvertono gli analisti BNEF, la diminuzione dei costi di produzione e il conseguente aumento di consenso dei consumatori sono strettamente connessi con l’aumento dei volumi di produzione e vendite di veicoli elettrici.

Per questo motivo, nel report viene sottolineata l’importanza di prevedere obiettivi vincolanti intermedi al 2027, oltre a quelli già previsti nel 2025 e 2030. Passaggi fondamentali per raggiungere il target finale, con lo stop alla vendita di nuovi veicoli a combustione interna nel 2035.

Lo studio BNEF tiene conto anche dell’eventualità in cui UE e Stati membri non dovessero prevedere obiettivi più rigorosi per incentivare la transizione alla mobilità elettrica, lasciando fare al mercato. Senza politiche forti, invece del 100% di vendite di e-car al 2035, la quota di mercato in tale anno arriverebbe all’85% (83% per i furgoni). Il rapporto evidenzia come i veicoli inquinanti continuerebbero ad essere venduti più a lungo del necessario, impedendo all’UE di centrare l’obiettivo decarbonizzazione al 2050.

Come sottolineato da Veronica Aneris – direttrice per l’Italia di T&E – “Con le giuste politiche, le auto e i furgoni elettrici possono raggiungere il 100% del mercato entro il 2035 in Europa. Il Governo italiano deve favorire questa transizione storica, da un lato sostenendo in Europa obiettivi di riduzione di CO2 più stringenti per i costruttori e introducendo il 2035 come data di fine vendita dei motori a combustione interna, dall’altro accelerando la diffusione dei veicoli elettrici nella flotta italiana. È ora di rimboccarsi le maniche, di dispiegare una rete di ricarica nazionale adeguata e di introdurre politiche fiscali mirate e coerenti”.

Al seguente link è possibile consultare il documento completo del rapporto “Hitting the EV Inflection Point”.

Costo auto elettriche e non solo: quali sono gli ostacoli all’acquisto?

L’aspetto economico può sicuramente incidere, ma ciò che frena maggiormente gli utenti nell’acquisto di auto elettriche sono i dubbi su autonomia e tempo di ricarica.

A evidenziarlo è una ricerca inglese di IONITY (azienda produttrice di stazioni di ricarica), basata su un sondaggio a campione europeo di automobilisti, ai quali sono stati sottoposti alcuni quesiti sulle scelte di mobilità elettrica.

Il 50% dei guidatori inglesi che non possiedono e-car, ad esempio, associa la guida elettrica alla ricerca di colonnine, mentre il 45% pensa che i tempi per ricaricare siano troppo lunghi.

Interessante sottolineare come vi sia una discordanza di opinioni tra chi possiede un veicolo elettrico e chi no. L’ansia da ricarica, infatti, è più bassa tra gli utilizzatori di e-car (35%) rispetto a chi guida veicoli a combustibili fossili (49%). Anche il malcontento sulla velocità di approvvigionamento si differenzia tra i due gruppi: il 37% per i primi, il 43% per i secondi.

Segno, dunque, di come l’esperienza diretta dell’e-mobility possa incidere e fare la differenza, ridimensionando le perplessità iniziali. Per approfondire, qui trovi l’articolo completo: Auto elettriche, autonomia e tempo di ricarica tra gli ostacoli.

In generale, sono almeno 7 case automobilistiche e 10 Stati europei ad aver già annunciato piani graduali per eliminare le auto convenzionali. BayWa r.e. – già da tempo – ha scelto di essere parte attiva di questa transizione verso la mobilità sostenibile, proponendo diverse soluzioni all’avanguardia per la ricarica dei veicoli elettrici.

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