Sistema energetico italiano: l’analisi ENEA 2020

Michael Hackhofer / 21 Aprile, 2021 / Fotovoltaico

Calano i consumi di energia (-10%) e di emissioni di CO2 (-12%), mentre aumenta il disavanzo commerciale per le tecnologie green (+60%).

L’analisi ENEA del sistema energetico italiano riporta alcuni dati sulla situazione del nostro Paese relativa al 2020.

Gli effetti della pandemia sono stati senza precedenti per tutta l’economia globale, con conseguenze in certi casi anche pesanti. Nonostante le difficoltà, però, l’Italia ha accelerato nel percorso di transizione energetica, come testimonia la crescita dell’indice ISPRED (+38%), ovvero un indicatore che si basa su elementi quali:

  • andamento dei prezzi;
  • sicurezza;
  • decarbonizzazione

Vediamo, in questo articolo, alcuni dei punti principali emersi dall’analisi ENEA.

Sistema energetico italiano 2020: calo dei consumi e delle emissioni di CO2

La diminuzione dei consumi finali di energia, nel 2020, ha segnato il calo record di -10% rispetto al 2019.

Come spiegato anche dal coordinatore dell’analisi ENEA, Francesco Gracceva, si tratta della contrazione della domanda di energia più elevata dal biennio 1943-44, quando l’Italia era in piena Seconda guerra mondiale. Facendo un paragone con dati più recenti, invece, nell’ultima grande crisi economica del 2009 i consumi si erano ridotti del 5,7%.

Dalla situazione di decremento della richiesta energetica totale, è possibile ricavare un dato significativo riguardante le singole fonti, come afferma Gracceva: “Il 60% del calo dei consumi di energia primaria riguarda il petrolio, a causa della forte riduzione del traffico stradale e aereo; questo spiega perché il calo dei consumi di energia sia stato maggiore di quello del PIL (-8,9%), con conseguente riduzione dell’intensità energetica”.

Poiché il decremento ha riguardato soprattutto le fonti fossili, in particolare petrolio e carbone, è proprio da lì che deriva gran parte della riduzione delle emissioni di CO2 complessive. Il -12% evidenzia come le emissioni siano calate in misura maggiore rispetto ai consumi di energia.

A proposito di petrolio e carbone, tra l’altro, la presenza di fossili nel Mix energetico (ovvero l’insieme delle fonti utilizzate per la produzione di energia elettrica destinata al sistema nazionale) ha toccato i minimi storici dal 1961, passando dal 74% del 2019 al 72% del 2020.

Prezzi per l’energia e indice ISPRED

Nell’analisi del sistema energetico italiano di ENEA, viene evidenziato anche il calo dei prezzi dell’energia per i consumatori italiani, con riduzioni sia per le imprese che per le famiglie.

Nel dettaglio, la diminuzione registrata è stata:

  • del 15% per le aziende (per tutte le fasce di consumo), con valori intorno ai minimi del decennio;
  • del 10% per i consumatori domestici;
  • di oltre il 20% sul gas per le imprese.

Anche il differenziale di prezzo di elettricità e gas in Italia, rispetto al resto dell’UE, si è ridotto (sia per quanto riguarda i consumi all’ingrosso che nei consumi finali).

Come anticipato, inoltre, l’indice ISPRED sulla transizione energetica ha visto un deciso aumento del 38% su base annua, proprio grazie ai fattori legati al miglioramento dei prezzi (+80%) e alla decarbonizzazione (+40%).

In leggero calo, invece, l’indicatore sulla sicurezza energetica (-2%), soprattutto per le difficoltà occorse nella raffinazione e nel settore elettrico (che si è trovato a dover gestire nuovi massimi storici della quota di generazione rinnovabile non programmabile).

Analisi ENEA 2020: aumento delle importazioni per tecnologia green

Se le attività di importazione delle merci hanno in generale subito la pandemia (-14%), lo stesso non si può dire per il settore delle tecnologie a basso impatto energetico, che ha superato i 2 miliardi di euro di importazioni (+27% rispetto al 2019).

Accresce, di conseguenza, anche il disavanzo commerciale, che sale a circa 1,1 miliardi di euro (+60% nel confronto del 2020 con l’anno precedente).

Tra le tecnologie low carbon a più alta richiesta troviamo la mobilità sostenibile: veicoli elettrici, plug-in e accumulatori agli ioni di litio hanno raggiunto quota 57% nei primi dieci mesi del 2020, contro il 35% del 2019. In aumento anche il dato sull’esportazione dei veicoli PHEV, con un’impennata a partire dal mese di maggio, sebbene i volumi siano ancora modesti (16 milioni di euro).

Il 2020, infine, è stato anche l’anno del raggiungimento del pareggio commerciale nel settore fotovoltaico, soprattutto sul core delle celle fotovoltaiche (grazie a riduzione delle importazioni del 25% e aumento delle esportazioni di pari entità rispetto all’anno precedente).

Per saperne di più, qui puoi leggere il documento ENEA sull’analisi del sistema energetico italiano 2020. In un altro approfondimento del nostro blog, invece, trovi i dati sulla situazione dei sistemi di accumulo nel nostro Paese.

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