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Batterie auto elettriche: Europa autosufficiente dal 2025

Michael Hackhofer / 5 Gennaio, 2021 / E-Mobility

Essere autosufficienti nel produrre le batterie dei veicoli elettrici: questa è la sfida dell’Europa entro il 2025, dato che ad oggi la Cina detiene circa l’80% della produzione mondiale.

Considerando che, per tale anno, la Commissione Europea stima attorno ai 13 milioni le auto elettriche sulle strade, diventa più che mai importante essere in grado di soddisfare una domanda in costante crescita.

Anche per questo, nel 2017, è stata fondata l’European Battery Alliance, un’alleanza volta a creare una propria catena del valore, sostenibile e competitiva, per la produzione di celle per batterie. Vediamo a che punto siamo e gli ultimi sviluppi.

Celle per batterie EV in Europa: produzione ma anche esportazione

Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione Europea, è intervenuto all’European Conference on Batteries svoltasi a fine novembre, dichiarandosi fiducioso che, entro il 2025, l’Europa non solo sarà in grado di produrre abbastanza celle per batterie da soddisfare le esigenze dell’industria automobilistica in UE, ma anche di costruire una propria capacità di esportazione.

Con Germania, Francia e Italia in prima linea, in realtà sono già oltre 500 gli attori industriali coinvolti nel progetto complessivo, per realizzare una catena del valore delle batterie che dovrebbe arrivare a valere circa 250 miliardi di euro nel 2025.

Attualmente sono 15 le grandi fabbriche di celle in fase di costruzione, tra le quali figurano gli stabilimenti della Northvolt (in Svezia e in Germania), quello tedesco del produttore cinese CATL e il secondo stabilimento della SK Innovation (società sudcoreana) in Ungheria.

Questi 15 impianti arriveranno a fornire, entro il 2025, celle sufficienti per alimentare 6 milioni di veicoli elettrici.

Batterie auto elettriche: cogliere le opportunità

Per raggiungere gli obiettivi sopra menzionati saranno necessari, chiaramente, investimenti importanti.
Tuttavia, come dichiarato dallo stesso Sefcovic, con Next Generation EU (fondo da 750 miliardi di euro creato per la ripresa dalla pandemia Covid-19) c’è già uno strumento pronto per cogliere le opportunità e accelerare sia dal punto di vista della transizione verde che di quella digitale.

Proseguiranno, inoltre, le ricerche incentrate su progetti per lo sviluppo di batterie sempre più efficienti e sostenibili: aspetti cruciali per poter raggiungere gli obiettivi climatici al 2050, che prevedono la riduzione delle emissioni – nel settore dei trasporti – del 90% entro tale anno.

Anche nel programma Horizon Europe, poi, una parte significativa sarà dedicata proprio alle batterie, non solo per quanto riguarda investimenti nella produzione delle celle ma anche:

  • per l’estrazione e lavorazione delle materie prime critiche;
  • per la produzione dei materiali necessari;
  • per impianti di trattamento e riciclo delle batterie a fine vita.

Ridurre le emissioni su strada: il ruolo dei camion elettrici

A proposito di riduzione delle emissioni su strada, è chiaro come un ruolo importante lo giochino non solo le vetture private ma anche i camion: sebbene rappresentino, in Europa, solo il 2% dei veicoli, essi incidono per il 22% per quanto riguarda le emissioni di CO2.

Lo studio “Unlocking Electric Trucking in the EU: recharging in cities“, pubblicato da Transport & Environment, offre degli spunti interessanti sulla situazione attuale del trasporto merci su gomma e sulle potenzialità dei camion elettrici.

Tra gli aspetti da considerare, ad esempio, vi sono le distanze percorse, dato che circa la metà dell’attività degli autocarri in UE si svolge su tragitti inferiori a 300 km. Considerando che i nuovi modelli elettrici disponibili sul mercato hanno un’autonomia di circa 300 km, questi mezzi potrebbero già coprire 9 viaggi su 10.

Anche in questo caso, per raggiungere l’obiettivo neutralità climatica al 2050, saranno però necessarie politiche forti, investimenti e una strategia globale, per accelerare la produzione dei veicoli e la diffusione delle infrastrutture di ricarica. Per approfondire, qui puoi leggere il nostro articolo dedicato.

È evidente, in ogni caso, come la mobilità elettrica, più che il futuro, rappresenti già l’oggi, con soluzioni tecnologiche sempre più efficienti e in grado di ottimizzare costi e consumi. SMA EV Charger 7.4 / 22, ad esempio, è il nuovo sistema di ricarica compatibile con tutti i veicoli elettrici in commercio. Grazie alla combinazione di corrente fotovoltaica e di rete, il sistema può lavorare a 7,4 kW, garantendo dunque una velocità anche doppia rispetto alle wallbox tradizionali.

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