Infrastruttura di ricarica elettrica in Italia: quale futuro?

Michael Hackhofer / 7 Dicembre, 2020 / E-Mobility

Quale futuro per lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici in Italia?

Un recente studio, condotto da Motus-E, ha voluto approfondire proprio questa tematica, per capire qual è la situazione attuale e quali sono gli scenari al 2030 sia per l’infrastruttura pubblica che privata.

Il report “Il futuro della mobilità elettrica: l’infrastruttura di ricarica in Italia @2030” ha l’obiettivo di:

  • fornire una panoramica sul mercato attuale delle auto elettriche nel nostro Paese;
  • analizzare la rete di infrastrutture di ricarica pubblica di oggi;
  • far conoscere le principali pubblicazioni in merito agli scenari di sviluppo al 2030 del parco veicoli elettrici;
  • presentare degli scenari di evoluzione dell’infrastruttura di ricarica in Italia al 2030.

Vediamo, di seguito, alcuni punti interessanti emersi dallo studio.

La mobilità elettrica in Italia e le caratteristiche dell’utente di oggi

Sebbene, al momento, la mobilità elettrica in Italia rappresenti appena lo 0,2% del parco circolante, il mercato sta crescendo molto velocemente (CAGR 2018-2020: + 118%), anche grazie agli incentivi nazionali e regionali introdotti negli ultimi anni.

Il report approfondisce, in particolare, le caratteristiche di 4 tipologie di proprietari di veicoli elettrici di oggi:

  • privato con garage;
  • privato senza garage;
  • business individuale;
  • business condivisa.

Ecco quali sono gli elementi distintivi di ognuno e le loro abitudini di ricarica.

  1. Privato con garage

Rappresenta la maggioranza dei guidatori di veicoli elettrici (38%). Possiede un BEV modello utilitario o di medie dimensioni, che utilizza tutti i giorni per andare al lavoro e nei weekend per gite fuori porta. Percorre in media tra i 10 mila e i 15 mila km all’anno. I principali motivi di acquisto risiedono nel ridurre l’impatto ambientale e nel risparmiare sul costo totale annuo, grazie agli incentivi all’acquisto e alla possibilità di ricaricare a casa.

Quando ricarica: 80% ricarica privata/condivisa, 20% ricarica pubblica.

  1. Privato senza garage

Abita spesso in città metropolitane e non ha disponibilità di un box auto: rappresenta circa il 21% del parco EV nelle metropoli. Utilizza il veicolo per raggiungere il lavoro e per le commissioni quotidiane, percorrendo in media meno di 10 mila km all’anno. Tra i principali motivi di acquisto vi sono: circolare liberamente nel centro città, contribuendo alla sostenibilità ambientale; evitare di pagare la tariffa oraria in molti parcheggi a strisce blu; risparmiare al momento dell’acquisto, grazie agli incentivi.

Quando ricarica: 90% ricarica privata/condivisa, 90% ricarica pubblica.

  1. Business individuale

È titolare di un EV aziendale ad uso personale, che generalmente ricarica in ufficio o in un box privato: lo utilizza sia per lavoro che durante weekend e ferie (media annuale tra 10 mila e 15 mila km). Tra i motivi dell’acquisto vi sono: favorire l’immagine aziendale di sostenibilità ambientale; contribuire a ridurre l’impatto ambientale; differenziarsi, scegliendo auto di alto livello che offrono esperienze di guida innovative.

Quando ricarica: 60% ricarica privata/condivisa, 40% ricarica pubblica.

  1. Business condivisa

Guida il veicolo ogni giorno, ritirandolo dal parcheggio aziendale, dunque non ne è il proprietario. Lo utilizza per raggiungere i clienti, per trasferte ed erogazione dei servizi aziendali, quindi copre grandi distanze giornaliere (almeno 20 mila km all’anno). Motivi di acquisto (da parte dell’azienda): favorire l’immagine aziendale, riducendo le emissioni; sfruttare sovvenzioni e benefici sulle tasse; giovare del risparmio che i veicoli elettrici permettono di consolidare nel tempo.

Quando ricarica: 90% ricarica privata/condivisa, 10% ricarica pubblica.

L’attuale rete di infrastrutture di ricarica in Italia e gli scenari di sviluppo

A settembre 2020, nel nostro Paese, si contano 8.467 infrastrutture di ricarica, con 16.659 punti disponibili (97% AC e 3% DC).

La distribuzione si concentra soprattutto nel Nord Italia e presso le città metropolitane. Nello specifico, sul territorio italiano la suddivisione è la seguente:

  • Nord, 56%;
  • Centro, 23%;
  • Sud e isole, 21%.

Nel report viene fatta anche una rassegna dei principali scenari di sviluppo della mobilità elettrica:

  • secondo il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) nel 2030 viene stimato un numero di veicoli elettrici circolanti pari a 6 milioni;
  • secondo il PNIRE (Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati ad energia Elettrica) le previsioni per le infrastrutture di ricarica, al 2030, sono stimate a circa 110 mila.
  • secondo Motus-e, le stime sui veicoli elettrici vedono un parco di 4,9 milioni di EV al 2030.

Il futuro della rete di infrastruttura di ricarica al 2030

Il report di Motus-e tiene in considerazione, innanzitutto, elementi quali:

  • stima evoluzione parco EV per proprietario ed alimentazione;
  • efficienza e percorrenza per segmento e alimentazione;
  • calcolo del fabbisogno energetico;
  • split del fabbisogno energetico tra le diverse opzioni di ricarica (es. domestica, lavoro, autostrada, extra-urbano, urbano).

I risultati, inoltre, sono stati verificati tenendo presenti le esigenze dei tre principali attori del mercato, ovvero clienti, operatori e distributori.

Al 2030 emergono, quindi, due scenari per lo sviluppo della rete di ricarica pubblica:

  • Scenario primario: Customer experience focused. Ruolo ancora rilevante della ricarica domestica, complementata da una estesa rete di ricarica pubblica con alta concentrazione di ricariche veloci. Su una domanda energetica al 2030 per la mobilità elettrica pari a circa 10TWh, si prevede il 42% di ricarica privata domestica, il 30% di condivisa e il 28% di ricarica pubblica (con 98 mila PdR);
  • Scenario alternativo: Proximity focused. Minore diffusione della ricarica domestica e maggiore capillarità della rete di infrastrutture pubbliche, con potenze polarizzate. Tale scenario riprende i modelli sviluppati ad Amsterdam e Londra e ipotizza che il 62% del fabbisogno energetico verrà soddisfatto con ricariche private (32%) e condivise (30%), mentre il 38% con ricariche pubbliche (con 130 mila PdR).

Come evidenziato anche nel report, in ogni caso, oltre il 2030 sarà comunque necessario perseguire linee di sviluppo ulteriore, tramite:

  • crescita dell’infrastruttura pubblica in tutti i territori;
  • penetrazione della tecnologia High Power Charging (HPC);
  • copertura del territorio, specialmente in città minori e zone suburbane;
  • maturazione tecnologica di soluzioni per la ricarica “smart”.

Per consultare il documento completo, pubblicato da Motus-e, clicca qui.

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