Agro-fotovoltaico: i progetti BayWa r.e. nei Paesi Bassi

Michael Hackhofer / 18 Agosto, 2020 / Fotovoltaico

Far coesistere fotovoltaico e agricoltura, sfruttando i punti di forza e le peculiarità di ciascuno: questa è la grande sfida dell’agro-fotovoltaico.

Negli ultimi anni, le attenzioni su progetti di impianti fotovoltaici installati su terreni agricoli sono in costante aumento, come testimoniato anche da quelli annunciati di recente da BayWa r.e. nei Paesi Bassi.

Insieme alla filiale olandese GroenLeven, infatti, è stato ampliato un precedente impianto agrovoltaico a Babberich, mentre altri quattro progetti sono in fase di test. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Agro-fotovoltaico: un impianto da 2,7 MW

Il nuovo impianto agro-fotovoltaico, realizzato da BayWa r.e. presso l’azienda frutticola Piet Albers a Babberich, rappresenta ora uno dei più grandi progetti AgriPV in Europa.

La nuova estensione del progetto esistente ha previsto l’installazione di 10.250 pannelli solari su 3,2 ettari di colture di lamponi: numeri importanti, che hanno ampliato la potenza complessiva a 2,7 MW e che permetteranno di soddisfare i consumi elettrici di circa 1.250 famiglie della zona.

A trarne beneficio, però, sarà anche la produzione agricola. L’impianto, infatti, è stato progettato sfruttando moduli solari semitrasparenti, che permettono di non oscurare del tutto le piante ma, al contrario, di far passare la luce solare sufficiente a farle crescere. In questo modo, viene anche garantita una maggior protezione dai raggi diretti del sole, oltre che da eventi atmosferici quali grandine o forti piogge.

Come spiega Stephan Schindele, Product Manager AgriPV di BayWa r.e., “un attento monitoraggio durante lo studio pilota ha dimostrato che il clima sotto i pannelli è in realtà più stabile che sotto i tradizionali archi di plastica. I pannelli hanno creato una temperatura più bassa più favorevole e hanno protetto meglio le colture dalle intemperie“.

BayWa r.e. e agrovoltaico: gli altri progetti pilota

Oltre all’impianto agro-fotovoltaico realizzato presso l’azienda frutticola Piet Albers, GroenLeven e l’Università di Wageningen hanno collaborato per studiare 4 progetti di test, dedicati a colture di:

  • ribes rosso;
  • mirtilli;
  • more;
  • fragole.

Gli studi permetteranno di monitorare il clima sotto i pannelli, la salute delle piante e la crescita dei frutti, in modo da avere un quadro di valutazione generale sull’effetto dei pannelli solari su questi tipi di colture.

Secondo il dottor Benedikt Ortmann, direttore globale dei progetti solari BayWa, “AgriPV può portare un vantaggio sociale, ambientale ed economico agli agricoltori. Nessun conflitto sull’uso del suolo, migliore integrazione del paesaggio, meno rifiuti, meno manodopera e costi di investimento“.

L’azienda, tra l’altro, sta sviluppando ulteriori progetti pilota anche insieme a produttori di mele e pere, per capire come ampliare ancora di più le possibilità dell’agro-fotovoltaico e arrivare a promuovere l’uso di pannelli solari su impianti agricoli non solo per produrre energia pulita, ma anche per migliorare la qualità del raccolto.

Sfruttare al meglio le risorse naturali per produrre energia pulita

A trarre beneficio da un sistema agro-fotovoltaico, dunque, possono essere sia la produzione agricola che quella di energia green.

Sebbene tale soluzione non possa essere applicabile a tutti i Paesi, in quanto dipende anche dalle caratteristiche del luogo e dalle condizioni climatiche presenti, può comunque rappresentare un’alternativa efficace per installare parchi solari senza per forza sacrificare i terreni agricoli.

Con un fabbisogno energetico mondiale destinato a crescere sempre di più, da qui ai prossimi anni, l’agrovoltaico non solo può produrre energia pulita, ma in certi casi può anche aiutare a ridurre il consumo di acqua: nelle stagioni più calde e secche, il parziale ombreggiamento dovuto ai pannelli solari permette di avere una temperatura del suolo inferiore rispetto a quella di una coltura standard, senza impianto FV.

Progettare un futuro sostenibile significa anche adattarsi alle risorse che offre la natura, per ottenere energia rinnovabile senza alterare ecosistemi e biodiversità. Un altro esempio, in questo senso, può essere il parco fotovoltaico galleggiante realizzato in sole sette settimane (anch’esso in Olanda) da BayWa r.e. e GroenLeven. L’impianto di Bomhofsplas (Zwolle) si estende su un’area di 18 ettari, produce energia elettrica per circa 7.200 abitazioni della zona ed è stato progettato per preservare la biodiversità del lago.

Insomma, progetti diversi per un unico obiettivo: sfruttare al meglio l’energia solare, per dare un futuro al nostro pianeta!

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