reddito energetico puglia

In arrivo il reddito energetico per il fotovoltaico domestico

Michael Hackhofer / 17 Luglio, 2020 / Fotovoltaico

Il reddito energetico è pronto a diventare realtà, con 200 milioni di euro stanziati per un fondo nazionale rivolto alle famiglie meno abbienti: scopri di più

Annunciato dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Fraccaro, il reddito energetico è pronto a diventare realtà.

Ammonta a 200 milioni di euro, infatti, il budget stanziato per un fondo nazionale rivolto alle famiglie meno abbienti, che permetterà di risparmiare in bolletta e, al tempo stesso, investire in impianti fotovoltaici.

Abbiamo di fronte l’opportunità di riprogettare i modelli di vita degli ultimi anni“: queste le parole dello stesso Fraccaro. Vediamo, in questo articolo, cosa sappiamo al momento sul reddito energetico e quali incentivi dovrebbe prevedere.

Reddito energetico fotovoltaico: di cosa si tratta

L’idea alla base del reddito energetico è quella di istituire un fondo rotativo volto a finanziare l’installazione gratuita di pannelli fotovoltaici a favore delle famiglie meno abbienti.

In questo modo, i vantaggi sarebbero molteplici:

  • investire nelle rinnovabili;
  • incrementare la produzione di energia green;
  • favorire l’autoconsumo;
  • permettere ai cittadini meno abbienti di risparmiare in bolletta.

Inoltre, il contributo del GSE per l’immissione in rete dell’energia non consumata verrebbe messo a disposizione del fondo stesso, per finanziare nuovi impianti fotovoltaici per altre famiglie. 

Insomma, tale strumento permetterà di creare “un circolo virtuoso tra politiche sociali, economiche e ambientali”, il cui primo avvio sarà possibile grazie ai 200 milioni di euro stanziati.

Reddito energetico: gli esperimenti a Porto Torres e in Puglia

La misura del reddito energetico era già stata sperimentata a livello locale nel Comune di Porto Torres, in Sardegna, e a livello regionale in Puglia.

Secondo Fraccaro, ciò “ha consentito ai cittadini di ottenere risparmi in bolletta, pari in media a 150 euro annui, ma anche di cedere l’energia prodotta in eccesso alla rete generando risorse che vanno ad alimentare il fondo e l’acquisto di nuovi pannelli. In un anno a Porto Torres sono stati installati 50 impianti con 9 mila euro di risparmi totali per i cittadini, 8 mila euro che hanno alimentato il fondo rotativo e 65 tonnellate di CO2 in meno“.

In Puglia erano stati invece 5,6 i milioni di euro stanziati nel 2019 per il reddito energetico: risorse a fondo perduto, sempre in favore delle famiglie meno abbienti, destinate all’installazione di impianti fotovoltaici, microeolici e solari termici a uso domestico. In questo articolo del nostro blog, circa un anno fa, avevamo approfondito proprio la tematica del reddito energetico pugliese.

In entrambi gli esperimenti, comunque, non era previsto alcun esborso economico da parte dei beneficiari, ai quali in sostanza è stato dato un impianto fotovoltaico in comodato d’uso. Ora, questa misura verrà estesa a livello nazionale, ma bisognerà prima attendere nuove comunicazioni su quali saranno i tempi, le modalità e i requisiti per accedere all’agevolazione.

Reddito energetico: a che punto siamo

Lo scorso 4 giugno è stata pubblicata, in Gazzetta Ufficiale, la Delibera 17 marzo 2020 (“Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Piano operativo imprese e competitività. Modifica ed integrazione finanziaria finalizzata a misure per il reddito energetico“) con la quale è stata dunque “assegnata una dotazione finanziaria aggiuntiva di 200 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020“.

Scopo del fondo nazionale reddito energetico, come si legge nella delibera Cipe (Comitato per la Programmazione Economica di Palazzo Chigi), è l’erogazione di contributi in conto capitale, ovvero la “prestazione di garanzie a copertura dei costi di investimento per la realizzazione di impianti fotovoltaici ad uso domestico con l’obiettivo di sostenere l’autoconsumo energetico e di favorire la diffusione delle energie rinnovabili”. Una misura destinata, come detto, a favore di soggetti e famiglie in condizioni di disagio economico.

Le modalità di costituzione e funzionamento del fondo, così come i requisiti specifici degli impianti e dei soggetti beneficiari, “saranno definiti con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, che ne costituirà la base giuridica di riferimento”.

Con il reddito energetico – ha concluso in una nota il Sottosegretario Fraccaro – nessuno rimane indietro, anche nella sfida della sostenibilità. Il Paese riparte unito verso un futuro verde e rinnovabile“.

Non ci resta, dunque, che attendere le nuove disposizioni, per capire le modalità operative della misura. Se vuoi approfondire altre tematiche legate ad incentivi per il fotovoltaico, potrebbe interessarti anche il seguente articolo: Fotovoltaico e accumulo tra gli interventi ammessi nell’Ecobonus al 110%.

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