UK nel 2019: produzione di energia rinnovabile supera quella a combustione

Gloria Cipressi / 31 Gennaio, 2020 / Sostenibilità

La produzione di energia rinnovabile, in UK, ha superato quella da combustibili fossili nel 2019: un fatto mai accaduto dalla Rivoluzione Industriale ad oggi.
Questo è quanto emerge dai dati diffusi da National Grid, l’ente nazionale energetico in UK, e conferma come l’attenzione a produrre energia pulita non sia solo teorica, ma anche pratica.

Tale record arriva, non a caso, proprio a metà strada tra il 1990 e il 2050, anno in cui il Regno Unito ha fissato come obiettivo quello di ridurre del 100% le emissioni rispetto ai livelli del 1990 stesso. Vediamo, nello specifico, quali sono le percentuali relative alla produzione di energia in UK durante lo scorso anno.

Produzione di energia rinnovabile in UK: un dato storico

Come annunciato da National Grid, il 2019 è stato l’anno più pulito per il Regno Unito: la produzione di energia da vento, acqua, sole e nucleare (quest’ultima inserita da National Grid tra le fonti “zero carbon”) ha raggiunto il 48,5% del totale, contro il 43% di quella generata da combustibili fossili.

A questi due dati va aggiunto, poi, un 8,5% di energia ottenuta da biomassa e rifiuti. In generale, le differenze tra il 2019 e il 1990 sono evidenti:

  • combustibili fossili: dal 75,5% al 43%;
  • energia rinnovabile: dal 24,4% al 48,5%;
  • biomassa e rifiuti: dallo 0,02% all’8,5%.

Il Regno Unito, d’altronde, ha fissato al 2025 il termine ultimo per la chiusura di tutte le centrali elettriche a carbone presenti sul territorio, e già nell’estate del 2019 aveva ottenuto un altro traguardo importante: anche grazie alle condizioni climatiche favorevoli, per 18 giorni consecutivi (tra maggio e giugno) non è stato utilizzato carbone per generare elettricità. Un intervallo di tempo da record, mai registrato dal 1882 ad oggi.

Energia rinnovabile in Regno Unito: investimenti futuri

John Pettigrew, CEO di National Grid, ha definito il risultato ottenuto come “un momento storico e un’opportunità per riflettere su quanto è stato realizzato“.

Alla National Grid – ha proseguito – sappiamo di avere un ruolo fondamentale nell’accelerazione verso un futuro più pulito, e ci impegniamo a fare la nostra parte nel fornire un sistema energetico sicuro e funzionante per tutti“.

L’ente nazionale britannico ha stanziato, per i prossimi 5 anni, investimenti per quasi 10 miliardi di sterline nelle reti del gas e dell’elettricità.

Il cambiamento verso l’efficienza energetica sarà, per forza di cose, anche strutturale: National Grid ha previsto, infatti, che entro il 2050 saranno più di 23 milioni le case che dovranno installare nuove soluzioni di riscaldamento a basse emissioni di carbonio.

Sostenibilità ambientale: il progetto di William e Kate

A proposito di Regno Unito, anche il Principe William ha voluto di recente dare il suo speciale contributo, lanciando un premio a sostegno di progetti di sostenibilità.

L’Earthshot Prize parte dal presupposto che da qui ai prossimi 10 anni sarà necessario affrontare sfide urgenti per salvare il nostro pianeta: l’obiettivo, dunque, è incentivare ogni anno (dal 2021 al 2030) 5 progetti innovativi, soluzioni concrete che aiutino a combattere specifici problemi legati all’ambiente.

Ogni anno verrà svolta una cerimonia di premiazione in diverse città del mondo, per arrivare ad avere, nel 2030, un totale di 50 soluzioni alle maggiori problematiche ambientali.

Dieci anni di tempo, dunque, per provare a “riparare la Terra”. In attesa di nuovi dettagli, che saranno annunciati nel corso del 2020, intanto è stata presentata l’idea e lanciato il sito dell’Earthshot Prize.

Se vuoi approfondire altre tematiche legate alla sostenibilità ambientale, scopri di più sul progetto The Climate Pledge di Amazon.

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