Fondo nazionale efficienza energetica: cos’è e come funziona

Gloria Cipressi / 18 Marzo, 2019 / Sostenibilità

Il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, istituito dal D.Lgs. 102/2014, è prossimo all’avvio operativo: vediamo cos’è e come funziona

Il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, istituito dal D.Lgs. 102/2014, è prossimo all’avvio operativo, dopo un’attesa di oltre quattro anni.

Le risorse del Fondo, che ha l’obiettivo di favorire gli interventi di efficienza energetica realizzati da imprese e Pubblica Amministrazione, ammontano a 185 milioni di euro, per aumentare a 310 milioni nel 2020.

Lo scorso gennaio sono state presentate le regole applicative messe a punto dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Invitalia: vediamo, dunque, cos’è e come funziona il Fondo italiano per l’efficienza energetica.

Fondo nazionale efficienza energetica: cos’è

Il Fondo, previsto dal D.Lgs. 102/2014 per l’attuazione della direttiva UE sull’efficienza energetica, vuole favorire il finanziamento degli interventi utili al raggiungimento degli obiettivi nazionali in tema di efficienza energetica.

Rivolto a imprese, ESCO e Pubblica Amministrazione, gli interventi sostenuti dal Fondo sono quelli che riguardano:

  • riduzione dei consumi di energia nei processi industriali;
  • realizzazione e ampliamento di reti per il teleriscaldamento;
  • efficientamento di servizi e infrastrutture pubbliche (compresa l’illuminazione pubblica);
  • riqualificazione energetica degli edifici.

La dotazione stimata del Fondo nazionale per l’efficienza energetica, al 31 dicembre 2020, è di 310 milioni di euro (di cui 185 milioni di euro sono già stati impegnati), ma tale cifra potrà aumentare anche grazie a versamenti volontari di amministrazioni centrali e regionali, enti, organismi pubblici e organizzazioni no-profit.

Inoltre, il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) prevede il mantenimento del Fondo anche per il periodo 2021-2030, con una stima di incremento della dotazione finanziaria di circa 80 milioni di euro l’anno.

Secondo quanto dichiarato dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia, Davide Crippa, “grazie al Fondo si prevede una mobilitazione di investimenti nel settore dell’efficienza energetica di oltre 1,7 miliardi di euro con le risorse già disponibili, ed un effetto leva previsto pari a 5,5 con relativa creazione di posti di lavoro nel settore e opportunità per l’indotto”.

Fondo italiano efficienza energetica: come funziona

Di natura rotativa, il Fondo per l’efficienza energetica si articola in:

  • una sezione per la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento, cui è destinato il 30% delle risorse annuali disponibili (di queste, il 30% per interventi riguardanti reti o impianti di teleriscaldamento);
  • una sezione per l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato, cui è destinato il 70% delle risorse annuali disponibili (di queste, il 20% per interventi a favore della Pubblica Amministrazione).

Sia per le imprese che per la PA è previsto un tasso agevolato fisso pari a 0,25%, con durata massima rispettivamente di 10 e 15 anni.

Le agevolazioni concesse sono, inoltre, cumulabili:

  • per le imprese, con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre normative comunitarie, nazionali e regionali, nel limite di quanto previsto dal Regolamento de minimis (ESCO) e dagli articoli 38 e 46 del regolamento GBER;
  • per la Pubblica Amministrazione, con altri incentivi, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo pari al 100% dei costi ammissibili.

Fondo nazionale efficienza energetica: costi ammissibili e non

L’art.16 del Decreto del 22 dicembre 2017 stabilisce quali sono i costi ammissibili e quelli esclusi per accedere alle agevolazioni del Fondo nazionale per l’efficienza energetica.

Fanno parte dei primi:

  • consulenze connesse al progetto (es. per progettazioni ingegneristiche relative a strutture e impianti, direzione lavori, collaudi di legge, studi di fattibilità, diagnosi energetica, ecc) fino a un massimo del 10% del totale dei costi ammissibili;
  • apparecchiature, impianti, macchinari, attrezzature varie, per la realizzazione dell’intervento;
  • interventi sull’involucro edilizio, comprensivi di opere murarie e assimilate;
  • infrastrutture specifiche.

Non sono ammissibili, invece, le spese relative a:

  • beni acquisiti con locazione finanziaria;
  • attrezzature, impianti, macchinari usati;
  • acquisto di attrezzature di trasporto e automezzi targati;
  • spese di funzionamento, notarili o relative a imposte, tasse e scorte;
  • consulenze specialistiche rilasciate da amministratori, soci e dipendenti del soggetto che beneficia dell’agevolazione;
  • singoli beni di importo inferiore a 500 euro, suscettibili di singola autonoma utilizzazione.

Se ti interessa questa tematica, e vuoi approfondire l’argomento agevolazioni per impianti fotovoltaici, leggi il nostro articolo su Decreto Fer1, rinnovabili e bonus amianto.

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