Decreto Fer1: rinnovabili e bonus amianto, cosa devi sapere

Gloria Cipressi / 5 Dicembre, 2018 / Fotovoltaico

Il Decreto FER, volto a incentivare gli impianti che producono energia da fonti rinnovabili, è ormai in fase di approvazione

La bozza del testo, messo a punto dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) con il Ministero dell’Ambiente, attende ora il parere dell’ARERA e della Conferenza Unificata Stato-Regioni e dell’ARERA.

In totale sono 250 i milioni di euro stanziati per il triennio 2018-2020, tramite la pubblicazione di 7 bandi da parte del GSE (il primo in data 31 gennaio 2019, l’ultimo il 31 gennaio 2021). In questo articolo, ecco maggiori dettagli.

Decreto Rinnovabili: a chi sono rivolti gli incentivi

Il Decreto Fer, come riportato all’art.1, è finalizzato a sostenere la produzione di energia elettrica da parte di impianti alimentati a fonti rinnovabili.

Le modalità di accesso agli incentivi sono due, e prevedono procedure pubbliche o aste al ribasso, a seconda della potenza degli impianti. Nel primo caso rientrano:

  • impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1 MW;
  • impianti oggetto di interventi di potenziamento, qualora la differenza tra la potenza dopo l’intervento e quella prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
  • impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1 MW.

Nel caso di impianti di potenza superiore a 1 MW, invece, l’accesso ai meccanismi di incentivazione è soggetto a procedure di aste al ribasso.

Tra i requisiti generali richiesti per partecipare vi sono:

  • per tutti gli impianti: titoli abilitativi alla costruzione e all’esercizio dell’impianto, compresi i titoli concessori, e preventivo di connessione alla rete elettrica;
  • per gli impianti fotovoltaici: essi devono essere di nuova costruzione e rispettare quanto stabilito all’art.65 della legge 27/2012 sul divieto di accesso agli incentivi statali per impianti situati in aree agricole.

Bonus amianto: gli incentivi del Decreto FER1

Secondo quanto riportato nel report “Liberi dall’amianto?”, pubblicato da Legambiente il 28 marzo 2018, nel nostro paese risultano censite 370 mila strutture dove è ancora presente questo materiale, per un totale di 58 milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto.

Dati in netta crescita rispetto all’indagine svolta nel 2015 (rispettivamente, del 62% e del 469%) e ancor più preoccupanti se si considera che il censimento è stato fatto solo in 6 regioni su 15, mentre per le altre è ancora il corso.

Anche per questo motivo, il Decreto Rinnovabili prevede di stanziare incentivi maggiori per gli impianti fotovoltaici che sostituiscono coperture in amianto o eternit. In questi casi, infatti, è prevista l’incentivazione di tutta l’energia prodotta: sia quella immessa in rete che quella autoconsumata.

I nuovi impianti realizzati in sostituzione dell’amianto, inoltre, riceveranno un bonus di 12€/MWh, erogato con le medesime modalità e tempistiche degli incentivi sull’energia elettrica. Il bonus amianto non potrà essere cumulato con altri incentivi previsti per la rimozione di questo materiale.

Decreto FER1: le energie rinnovabili escluse

Nel decreto rinnovabili vi sono alcune fonti che non sono state incluse tra gli incentivi, come biomasse e geotermia.

Questo perché, come dichiarato da Davide Crippa (Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia), il FER1 comprende solo le fonti energetiche con una pluralità di operatori e un basso livello di costi. Poiché è prevista l’assegnazione di incentivi sulla base di aste al ribasso, che premiano gli operatori capaci di produrre energia da fonti rinnovabili a minor costo, questo meccanismo andrebbe a penalizzare la partecipazione della geotermia al decreto in fase di approvazione.

In ogni caso, stando a quanto riportato sul sito ufficiale del MISE, la geotermia verrà inserita in un decreto di prossima emanazione (FER2), previo confronto con operatori e Associazioni di settore.

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