Andamento e distribuzione degli impianti fotovoltaici in Italia

Michele Vallerin / 3 Novembre, 2021 / Fotovoltaico

L’Osservatorio FER di giugno 2021, realizzato da ANIE Rinnovabili sulla base dei dati Gaudì di Terna, ha fotografato la situazione relativa alle installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico in Italia, nel primo semestre dell’anno.

Se, da un lato, si registra un totale cumulato di 452 MW da gennaio a giugno 2021 (con un aumento del 34% rispetto allo stesso periodo del 2020), dall’altro l’analisi congiunturale evidenzia un rallentamento di fotovoltaico e idroelettrico.

Numeri che ci allontanano dagli obiettivi al 2030 e che impongono la necessità di un deciso cambio di passo, specie per quanto riguarda le autorizzazioni (principale causa menzionata da ANIE nel mancato sviluppo delle fonti rinnovabili).

In questo articolo, vediamo alcuni dei dati più interessanti e un focus su andamento e distribuzione degli impianti fotovoltaici in Italia.

Osservatorio FER giugno 2021: i dati di eolico, idroelettrico e fotovoltaico in Italia

Come anticipato, nel primo semestre del 2021 il totale cumulato di potenza connessa è stato pari a 452 MW, suddiviso in 362 MW per il fotovoltaico, 74 MW per l’eolico e 16 MW per l’idroelettrico.

Nello specifico, il secondo trimestre dell’anno ha evidenziato numeri in crescita rispetto al primo, con le FER che hanno raggiunto un risultato positivo del +50% complessivo. Anche nel confronto tra secondo trimestre 2021 e secondo trimestre 2020 gli andamenti sono stati positivi per tutti i comparti, ovvero:

  • +47% fotovoltaico;
  • +455% idroelettrico;
  • +21% eolico.

Al contrario, però, considerando l’andamento del primo semestre di quest’anno con quello del 2020, risulta chiaro come la potenza installata non stia seguendo una crescita significativa, anzi. Se è vero che il risultato complessivo è positivo (+3,7%), tuttavia in questo tipo di confronto il fotovoltaico e l’idroelettrico registrano un rallentamento (rispettivamente del -1% e del -46%).

Come sottolineato da ANIE, per lo sviluppo delle fonti rinnovabili sarà importante che i provvedimenti legislativi sulle semplificazioni sortiscano gli effetti attesi. Ciò sarebbe significativo per due motivi: non solo accelerare le tempistiche autorizzative, ma anche rilasciare pareri positivi.

Impianti fotovoltaici in Italia: andamento e distribuzione

Collegato a quanto appena visto in tema di autorizzazioni, i dati Gaudì evidenziano l’esigua consistenza di installazioni di nuovi impianti fotovoltaici di grande taglia. Tra l’altro, la maggior parte di essi, secondo le previsioni, verrà sviluppata in market parity, quindi senza l’ausilio di una tariffa incentivante.

In generale, sono 968.831 gli impianti fotovoltaici operativi in Italia, di tutte le taglie, per una potenza di circa 22 GW (solo 1,3 GW in più rispetto a fine 2019).

Le regioni che hanno visto una crescita significativa nei primi 6 mesi dell’anno, in termini di potenza installata (ovvero con un incremento di almeno l’80%), sono state Lazio (+167%), Friuli-Venezia Giulia (+90%), Basilicata (+87%), Toscana (+83%) e Veneto (+80%). Tendenza negativa invece, rispetto al 2020, per:

  • Sicilia (-38%);
  • Molise (-22%);
  • Campania (-11%);
  • Liguria (-8%).

La Puglia rimane comunque al primo posto per quanto riguarda la potenza complessiva installata (2,9 GW), mentre la Lombardia figura come la regione con il maggior numero di impianti fotovoltaici in totale (quasi 152 mila).

Complessivamente, nel primo semestre del 2021 sono stati connessi alla rete poco più di 32.500 impianti. Le installazioni di potenza inferiore a 10 kW rappresentano il 35% della capacità totale, mentre quelle fino a 1 MW costituiscono il 90% di tutti gli impianti.

Per approfondire, consulta i dati completi dell’Osservatorio FER giugno 2021.

Eliminare le emissioni, per contrastare i cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici si stanno via via intensificando, sono sempre più diffusi e rapidi. E, come confermato dal recente rapporto del Gruppo di lavoro 1 dell’IPCC (“Cambiamenti climatici 2021 – le basi fisico-scientifiche”), l’influenza umana ha riscaldato atmosfera, oceano e terre emerse in modo inequivocabile e ad un ritmo senza precedenti negli ultimi 2000 anni.

Secondo le stime riportate nel documento, senza riduzioni rapide, costanti e su larga scala delle emissioni di gas serra, limitare il riscaldamento globale a 1,5° C o addirittura a 2° C sarà un obiettivo fuori portata.

Già oggi, alcuni cambiamenti climatici sono irreversibili in centinaia e migliaia di anni. Scioglimento dei ghiacci e innalzamento del livello del mare ne sono un esempio lampante. Ma, in un quadro della situazione comunque critico, il rapporto IPCC lascia anche uno spiraglio aperto: le attività umane possono ancora determinare il corso del clima futuro.

Agire con determinazione e con politiche integrate di riduzione delle emissioni generate dall’uomo è, dunque, fondamentale. Le tecnologie pulite possono darci una mano: ne va del nostro futuro e di quello del pianeta.

Qui trovi l’articolo completo sul rapporto IPCC.

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