E-Mobility: dal 2035 stop alla vendita di auto a benzina e diesel

Michael Hackhofer / 23 Agosto, 2021 / E-Mobility

Stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035: questa è la proposta avanzata dalla Commissione europea per arrivare ad abbattere del 100% le emissioni dei veicoli entro tale anno.

Questa misura, che fa parte di un più ampio pacchetto di riforme ambientali denominato “Fit for 55”, può rappresentare una svolta importante nella diffusione di vetture a zero emissioni e di infrastrutture adeguate (anche se non sono mancati pareri contrastanti).

Vediamo, nel dettaglio, in cosa consiste la proposta e come il settore automotive si sta preparando alla mobilità sostenibile.

Stop auto a diesel e benzina: scadenza al 2035 e non solo

Dopo un lungo negoziato nel collegio dei commissari, l’esecutivo comunitario ha proposto – come anticipato – il 2035 come anno a partire dal quale non potranno essere prodotte e vendute auto che emettono emissioni nocive.

Come sottolineato dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, attualmente nell’Unione vige un limite di emissione di 95 grammi di CO2 a chilometro: un tetto che ad oggi viene rispettato, fatte salve alcune violazioni (che hanno portato anche recentemente a delle sanzioni).

Ora, sebbene da un lato la Commissione lascerà ampie libertà per quanto riguarda le alternative ai motori che emettono gas serra (“Se qualcuno inventa un motore a combustione a zero emissioni lo potrà utilizzare“, ha ironizzato von der Leyen), dall’altro è evidente come la previsione più realistica riguarderà l’accelerazione dell’elettrificazione del parco auto. Anche considerando gli investimenti UE previsti nella capacità di produzione delle batterie.

Il primo step della misura è fissato, in realtà, per il 2030. Entro tale anno, infatti, le case automobilistiche dovranno ridurre del 55% le emissioni dei nuovi veicoli rispetto ai livelli attuali.

Dal 2035, invece, potranno essere prodotte e vendute solo auto a zero emissioni. Chiaro che, di conseguenza, risulterà necessaria una rete di infrastrutture diffusa e affidabile, per permettere a tutti gli automobilisti di poter ricaricare i propri veicoli. Ecco perché gli Stati membri saranno tenuti ad aumentare i punti di ricarica in linea con le vendite dei veicoli 100% green. Inoltre, le principali autostrade dovranno essere fornite di:

  • un punto di ricarica elettrica ogni 60 km;
  • un punto per il rifornimento di idrogeno ogni 150 km.

Stop auto a diesel e benzina: le reazioni e le scelte delle case automobilistiche

La proposta della Commissione europea sullo stop alla vendita di auto a diesel e benzina dal 2035 ha avuto reazioni contrastanti.

La Federazione europea Transport & Environment, ad esempio, l’ha definita come una svolta per il settore automotive e un’ottima notizia per gli automobilisti. Secondo Carlo Tritto, Policy Officer per T&E Italia, “Le nuove regole dell’UE democratizzeranno le auto elettriche garantendo una spinta decisiva alle infrastrutture di ricarica. I veicoli elettrici a zero emissioni, in altre parole, saranno presto accessibili a milioni di cittadini europei, cioè più economici e facili da caricare“.

Di altro avviso, invece, l’ACEA (Associazione europea dei costruttori auto), che sebbene abbia sottolineato come tutti i membri sostengano l’obiettivo della neutralità climatica al 2050, investendo miliardi di euro in tecnologie innovative e sostenibili, ha evidenziato come il vietare una singola tecnologia non costituisca una via razionale da perseguire in questo momento.

Al di là della scadenza al 2035, tuttavia, c’è da dire che sono diverse le case automobilistiche che hanno annunciato di voler proporre soltanto modelli elettrici già da prima di tale anno. Solo per citarne alcune:

  • Peugeot, dal 2025;
  • Audi, dal 2026;
  • Opel, dal 2028;
  • Volvo, dal 2030;
  • MINI, dal 2030.

Costo auto elettriche in calo: le previsioni

Secondo un rapporto pubblicato da BloombergNEF, i veicoli elettrici arriveranno a costare meno rispetto a quelli a combustione tra il 2025 e il 2027, anche in assenza di tassazioni agevolate o di altri incentivi economici all’acquisto.

I veicoli commerciali leggeri saranno i primi a diventare più convenienti, a partire appunto dal 2025. A seguire, l’anno successivo, sarà la volta delle berline elettriche (segmenti C e D) e dei SUV di tutte le dimensioni, fino ad arrivare al 2027 con le auto di taglia piccola (segmento B).

Ad incidere sarà, chiaramente, l’ulteriore calo dei costi delle batterie dei veicoli elettrici, un elemento che pesa molto sul prezzo finale delle vetture. Se tra il 2010 e il 2019 esso è diminuito dell’87%, secondo le stime dovrebbe crollare di un altro 58% tra il 2020 e il 2030.

Già ora, grazie alla diminuzione del costo delle batterie:

  • la richiesta di veicoli elettrici è cresciuta del 47% nel 2020 rispetto al 2019;
  • sono aumentati i modelli (nel 2020 ne sono stati messi in commercio 370 circa);
  • la quota di mercato è salita a 1,7 milioni di dollari.

Quest’ultima, in base alle previsioni, dovrebbe passare a 8,5 milioni di dollari nel 2025, per arrivare 26 milioni nel 2030.

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