StoRIES: una rete di infrastrutture di ricerca per l’accumulo di energia

Michele Vallerin / 15 Luglio, 2021 / Fotovoltaico

Realizzare la prima rete di infrastrutture di ricerca, in Europa, sull’accumulo di energia. Questo l’obiettivo del progetto StoRIES (Storage Research Infrastructure Eco-System), che prevede un investimento da 7 milioni di euro e 47 partner coinvolti.

Affrontare le sfide del Green Deal europeo richiede un’accelerazione decisa nel processo di decarbonizzazione, che passa anche dallo sviluppo di tecnologie efficaci per lo stoccaggio di energia.

L’iniziativa, della durata di 48 mesi, sarà coordinata dai ricercatori del Karlsruher Institut für Technologie (KIT) e vede la partecipazione di 17 Paesi in totale, tra i quali anche l’Italia. Vediamo, nel dettaglio, di cosa si tratta.

Accumulo di energia: obiettivi del progetto StoRIES

Il progetto StoRIES riunisce istituzioni, organismi di ricerca, istituti tecnologici, università e associazioni in tutta Europa.

Per l’Italia sono coinvolte ENEA, CNR ed Eni. Esse, insieme alla francese EDF, rappresenteranno il punto di vista delle imprese.

Il principale obiettivo dell’iniziativa, come anticipato, è legato allo sviluppo dell’accumulo di energia, rendendo disponibili e accessibili le infrastrutture e i servizi di ricerca di livello mondiale, presenti sul territorio europeo.

Nello specifico, particolare attenzione verrà posta su:

  • miglioramento dei materiali, per ridurre i costi e rendere le tecnologie di accumulo più competitive;
  • supporto alla diffusione dei sistemi di accumulo;
  • ottimizzazione dei sistemi energetici ibridi;
  • analisi degli aspetti sociali, tecnologici e ambientali dei nuovi sviluppi.

Promuovendo competenze complementari e facilitando un più ampio scambio di conoscenze e tecnologie sul tema (nel mondo accademico e nell’industria), StoRIES si propone, dunque, di migliorare la base tecnologica per le applicazioni dell’accumulo di energia.

Progetto StoRIES: partner coinvolti e il ruolo di ENEA

Tra i 47 partner coinvolti, 16 svolgeranno attività di ricerca e sviluppo e, al tempo stesso, metteranno a disposizione le proprie infrastrutture. Del nucleo del progetto StoRIES fanno parte realtà importanti, quali ad esempio:

  • ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructures);
  • EERA (European Energy Research Alliance);
  • EASE (European Association for Storage of Energy).

Le altre 31, invece, si occuperanno soltanto di rendere disponibili le loro infrastrutture. A queste 47 vanno poi aggiunti anche circa 80 stakeholders esterni.

All’interno del progetto, ENEA si focalizzerà in particolare sull’ibridizzazione, integrando diverse tecnologie e sistemi di accumulo per aumentare flessibilità ed efficienza. Un aspetto ritenuto di particolare importanza, e per il quale è prevista anche la stesura di una roadmap.

La sfida di questo progetto – ha sottolineato Margherita Moreno, ricercatrice ENEA e coordinatrice del progetto e del gruppo “Electrochemical Storage” in EERA Joint Programme Energy Storage – consiste nel riuscire ad integrare le numerose infrastrutture e competenze distribuite sul territorio europeo nel settore dell’accumulo di energia, coniugando le capacità di ricerca dei partner con la creazione di una rete focalizzata sull’implementazione. Si tratta di un’opportunità di rilievo per lo sviluppo di una filiera condivisa, in stretta connessione tra ricerca e industria”.

Soluzioni efficienti per il fotovoltaico con accumulo: LUNA2000 di Huawei

In Italia, solo nel 2020, sono stati oltre 13 mila i sistemi di accumulo installati, per un numero totale di 39.706 che ha permesso il raggiungimento di:

  • 189 MW di potenza complessiva;
  • 295,66 MWh di capacità dei SdA connessi.

Tra le soluzioni più efficienti lanciate quest’anno, per quanto riguarda l’accumulo fotovoltaico, senza dubbio una menzione particolare va riservata alla nuova batteria LUNA2000 di Huawei, con tecnologia LiFePO4 (o LFP), ovvero Litio-Ferro-Fosfato.

Grazie al design modulare, ogni sistema permette di impilare fino a 3 moduli batteria e realizzare un impianto da 5, 10 o 15 kWh. Inoltre, sfruttando la possibilità di connettere in parallelo fino a due sistemi, la capacità di accumulo raggiungibile può arrivare a un totale di 30 kWh.

Elevati standard di sicurezza, maggior resistenza termica e ciclo di vita più lungo sono solo alcuni dei vantaggi di questa batteria, perfettamente compatibile con inverter ibridi Huawei per il residenziale (sia monofase che trifase).

Semplice da installare e da mettere in servizio, è coperta da una garanzia di 10 anni. Per saperne di più, leggi l’articolo con tutti i dettagli sulla batteria LUNA2000.

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