Sistemi di accumulo in Italia nel 2020: la situazione

Michael Hackhofer / 28 Dicembre, 2020 / Fotovoltaico

Prosegue la crescita dei sistemi di accumulo in Italia, che al 31 ottobre 2020 hanno raggiunto una potenza complessiva di 170 MW.

Nel nuovo “Osservatorio sistemi di accumulo“, diffuso da Anie Rinnovabili sulla base dei dati del sistema Gaudì di Terna, viene fornita una panoramica interessante sui SdA nel nostro Paese, che include i primi 10 mesi del 2020 e offre un confronto con gli anni precedenti.

Nonostante le difficoltà legate al Covid-19, che senza dubbio ha rallentato le installazioni, le soluzioni di storage sono riuscite comunque a registrare risultati migliori rispetto al 2019. Vediamo dunque, di seguito, alcuni dati sulla situazione in Italia.

Sistemi di accumulo fotovoltaico in Italia: i dati del 2020

Al 31 ottobre 2020, sono 36.896 i sistemi di accumulo installati in Italia, per una potenza di 170 MW e una capacità cumulata di 267,5 MWh.

Di questi, solo uno risulta stand-alone, mentre tutti gli altri sono abbinati a impianti fotovoltaici, soprattutto di taglia residenziale (ovvero con potenza inferiore o uguale a 10 kW).

Nel solo 2020 vi sono stati oltre 10 mila SdA installati, in linea con il numero registrato nel 2019, mentre aumentano la potenza e la capacità rispetto all’anno precedente:

  • variazione di potenza SdA: +9%;
  • variazione di capacità SdA: +7%.

Analizzando l’andamento mese per mese, è possibile notare un rallentamento nei mesi di marzo e aprile, nella fase di pieno lockdown per il Coronavirus, compensata poi da un picco di installazioni tra giugno e luglio (quest’ultimo mese, in particolare, è stato quello con il maggior numero di SdA connessi: 2.049).

Dal punto di vista tecnologico, il 96% dei sistemi di accumulo totali sono agli ioni di litio, mentre quelli al piombo sono circa il 4%. La distribuzione per tipologia di configurazione, invece, è la seguente:

  • 56% lato produzione in corrente continua;
  • 30% lato post-produzione;
  • 14% lato produzione in corrente alternata.

La distribuzione dei sistemi di accumulo e gli obiettivi PNIEC

Altri dati interessanti riguardano la distribuzione geografica dei sistemi di accumulo. In generale, è la Lombardia la regione italiana con il maggior numero di installazioni: sia per quelle complessive (11.366) che per quelle nel solo 2020 (2.891).

Alle sue spalle si posizionano il Veneto e l’Emilia-Romagna. Di seguito, ecco qual è la top 5 e la variazione in termini numerici di SdA rispetto al 2019:

  1. Lombardia (11.366 totali, 2.891 nel 2020: -0%);
  2. Veneto (6.206 totali, 2.025 nel 2020: +13%);
  3. Emilia-Romagna (3.847 totali, 899 nel 2020: -24%);
  4. Piemonte (2.647 totali, 673 nel 2020: -16%);
  5. Lazio (2.014 totali, 650 nel 2020: +6%).

Inoltre, anche per quanto concerne nuova potenza e capacità installata la Lombardia è al primo posto, rispettivamente con 12,2 MW e 20,7 MWh.

Come spiega Anie, tuttavia, siamo ancora lontani dagli obiettivi di medio periodo del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per Energia e Clima), per la realizzazione di 1.000 MW di accumulo tra batterie e pompaggi elettrici al 2023.

Al momento, gli investimenti programmati in storage sono, infatti, di circa 330 MW al 2023. Per raggiungere i target al 2030, invece, mancano:

  • 4,35 GW di storage distribuito;
  • 3 GW di storage centralizzato;
  • 3 GW di pompaggio centralizzato.

Sistemi di accumulo e Superbonus 110%: una grande opportunità

Il Superbonus 110% può dare una spinta decisiva, nel 2021, per una crescita netta dei sistemi di accumulo in Italia.

Infatti, realizzando uno degli interventi “trainanti” (ad esempio l’isolamento termico degli edifici o la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con una pompa di calore ad alta efficienza) è possibile ottenere la detrazione anche per quelli “trainati”, come l’installazione di un impianto fotovoltaico, con o senza accumulo.

L’abbinamento fotovoltaico-pompa di calore, in questo senso, rappresenta forse la soluzione più vantaggiosa per chi cerca un risparmio energetico concreto: sfruttando l’energia dell’impianto per alimentare il compressore della pompa di calore – e abbinando un sistema di accumulo per la produzione di acqua calda sanitaria – si può arrivare a una quota di energia autoconsumata anche del 90%.

Ogni singolo intervento, in ogni caso, dovrà tenere conto di fattori che possono incidere sulle performance (come zona climatica, classe energetica di partenza, esposizione al sole, zone di ombreggiamento, ecc.) quindi sarà fondamentale progettare la configurazione migliore per avere effettivamente dei risultati ottimali.

Per approfondire, qui trovi un approfondimento su Superbonus 110% e fotovoltaico.

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