Fotovoltaico nel mondo: 115 GW installati nel 2020

Michael Hackhofer / 4 Dicembre, 2020 / Fotovoltaico

Nonostante la situazione globale di emergenza per la pandemia COVID-19, il fotovoltaico nel mondo è destinato a segnare la voce “+” rispetto al 2019, in termini di nuova potenza installata.

Secondo una delle ultime previsioni di mercato trimestrali di Wood Mackenzie, il fotovoltaico installato nel mondo dovrebbe raggiungere i 115 GW entro fine anno, per una crescita del 5% rispetto a quello precedente.

Certo, le cose possono cambiare molto in fretta, anche in base a come i diversi Paesi sapranno affrontare le sfide e gli ostacoli dovuti alla diffusione del Coronavirus, ma le previsioni lasciano ben sperare. Vediamo alcuni dei punti principali messi in evidenza nello studio.

Fotovoltaico nel mondo: la Cina guida la ripresa

La realizzazione di impianti fotovoltaici nel mondo, pur con tutte le limitazioni e spesso i ritardi dovuti al COVID-19, sta proseguendo come previsto.

Secondo Ravi Manghani, capo della sezione Solare di Wood Mackenzie, la crescita anno su anno delle installazioni è destinata a continuare in modo costante fino al 2025, con l’unica eccezione del 2024, quando il mercato statunitense rallenterà in seguito alla riduzione del programma ITC (credito d’imposta riservato agli investimenti nel solare).

Se, come detto, le stime per fine 2020 prevedono il raggiungimento di 115 GW installati nel fotovoltaico mondiale (+5% sul 2019), un ruolo molto importante lo sta ricoprendo soprattutto la Cina, che, dopo aver affrontato il periodo critico della pandemia, sta tornando ad accelerare. Secondo le analisi, il mercato solare cinese dovrebbe chiudere l’anno a quota 39 GW di nuove installazioni, di cui ben 27 GW solo nella seconda parte del 2020.

Grazie alla crescita di nuovi progetti, sia quelli senza convenzioni che quelli tramite aste, la Cina dovrebbe dunque registrare un aumento del 30% rispetto al 2019.

Fotovoltaico: la situazione nel resto del mondo

Contrariamente a quanto visto per la Cina, in India si registra invece un calo importante per quanto concerne le installazioni del fotovoltaico, che nel 2020 dovrebbero attestarsi a soli 4,9 GW. Si tratterebbe di un dato inferiore del 42% rispetto al 2019 e il più basso registrato dal 2016.

Per quanto riguarda l’Europa, Wood Mackenzie cita soprattutto la Germania, in quanto l’eliminazione del tetto di 52 GW per gli incentivi ai nuovi impianti può essere una manovra positiva per il fotovoltaico tedesco, che dovrebbe raggiungere 4,5 GW entro fine anno (il livello più alto dal 2012). In precedenza, infatti, il governo aveva stabilito che gli impianti fotovoltaici sotto i 750 kW non avrebbero più ricevuto incentivi nel momento in cui il Paese avesse raggiunto i 52 GW di potenza totale installata nel solare.

Negli USA, sebbene le tempistiche su scala industriale non abbiano subito subito grandi variazioni, nel fotovoltaico residenziale si registra un calo del 23%. In America Latina, sempre secondo lo studio, saranno invece Cile e Brasile i principali protagonisti nella crescita della potenza fotovoltaica.

Futuro sostenibile: segnali positivi, ma la strada è ancora lunga

Le sfide per contrastare il cambiamento climatico sono ancora molte, ma senza dubbio il fatto che la potenza installata nel fotovoltaico riesca a crescere anche nel 2020 – nonostante le diverse difficoltà legate al Coronavirus – può dare un messaggio di speranza e ottimismo.

Inoltre, se da un lato il calo della domanda di energia, dovuto alla pandemia, permetterà di rimuovere circa 2,5 anni di emissioni aggregate nei prossimi 30 anni, dall’altro è anche vero che la transizione energetica dovrà accelerare circa 10 volte più rapidamente, per evitare gravi conseguenze climatiche dovute all’innalzamento delle temperature.

Come evidenziato nel New Energy Outlook 2020, infatti, nel 2019 abbiamo probabilmente raggiunto il picco di emissioni di carbonio (-8% quest’anno) ma esse riprenderanno a salire fino al 2027 (pur non raggiungendo quei livelli) per poi iniziare a scendere dello 0,7% annuo. Per raggiungere gli obiettivi climatici, tuttavia, le emissioni dovrebbero diminuire del 6% annuo (per restare sotto i 2 gradi) o del 10% (per il target 1,5 gradi).

Per approfondire, qui trovi l’articolo dedicato al New Energy Outlook 2020.

Insomma, la strada per un futuro sostenibile è ancora lunga e tortuosa: serviranno consapevolezza, azioni decise e investimenti importanti. In un momento come quello attuale, comunque, anche qualche piccolo segnale positivo può dare la spinta verso uno sviluppo capillare di soluzioni green.

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