Superbonus 110%: cessione del credito o sconto in fattura?

Michael Hackhofer / 18 Settembre, 2020 / Fotovoltaico

Sconto in fattura e cessione del credito sono due modalità alternative alla detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi previste dal Superbonus 110%

Nello specifico, la Circolare 8 agosto 2020, n. 24/E dell’Agenzia delle Entrate dedica un paragrafo (il settimo) proprio a queste due “Alternative alle detrazioni“.

Come riportato nel documento, infatti, ai sensi dell’articolo 121 del Decreto Rilancio, i soggetti che nel 2020 e 2021 sostengono spese per gli interventi inclusi dal Decreto, potranno optare per sconto in fattura o cessione del credito al posto della detrazione fiscale.

Vediamo, di seguito, quali sono le caratteristiche di queste due modalità.

Superbonus 110%: sconto in fattura

Lo sconto in fattura può essere di importo massimo non superiore al corrispettivo dovuto e permette in questo modo, all’utente finale, di poter avviare il progetto di riqualificazione edilizia anche in mancanza di liquidità.

Sarà, infatti, il fornitore dei beni e servizi relativi agli interventi agevolati ad anticipare la spesa, per poi recuperarla sotto forma di credito d’imposta pari alla detrazione spettante (con possibilità di cedere a sua volta il credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari).

A tal proposito, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate riporta anche un esempio pratico per far capire meglio il procedimento dello sconto in fattura.

Ipotizzando che il contribuente debba sostenere una spesa di 30.000€, alla quale corrisponde una detrazione pari a 33.000€ (110%), a fronte dello sconto applicato in fattura (di 30.000€) il fornitore maturerà un credito d’imposta pari appunto a 33.000€.

Il fornitore, tuttavia, può anche applicare uno sconto parziale. In tal caso, il credito d’imposta è calcolato sull’importo dello sconto applicato, quindi se sui 30.000€ totali viene applicato uno sconto di 10.000€:

  • il fornitore maturerà un credito d’imposta pari a 11.000€;
  • il contribuente potrà far valere in dichiarazione una detrazione pari a 22.000€ (110% dei 20.000€ rimasti a carico) o, in alternativa, optare per la cessione del credito di quell’importo ad altri soggetti.

Superbonus 110%: cessione del credito

In alternativa allo sconto in fattura, il contribuente può decidere di optare per la cessione del credito d’imposta corrispondente alla detrazione.

Il credito può essere ceduto:

  • ai fornitori dei beni e servizi relativi alla realizzazione degli interventi;
  • ad altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti);
  • a istituti di credito e intermediari finanziari.

Tra l’altro, coloro che ricevono il credito possono comunque decidere di cederlo, a loro volta, nei confronti di un altro soggetto.

I crediti d’imposta sono utilizzati in compensazione attraverso il modello F24 e usufruiti con la stessa ripartizione, in quote annuali, con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.

Una menzione particolare va fatta, inoltre, nel caso in cui le spese per interventi sullo stesso immobile siano sostenute da più soggetti (come nelle parti comuni degli edifici): indipendentemente dalla scelta degli altri, ogni condomino potrà decidere se optare per la detrazione, per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.

Sconto in fattura e cessione del credito: gli interventi ammessi

Il comma 7.2 della Circolare AdE dell’8 agosto specifica quali sono gli interventi per i quali sarà possibile scegliere tra sconto in fattura e cessione del credito.

Tali modalità alternative alla detrazione sono previste per interventi:

  • di recupero del patrimonio edilizio, ad esempio quelli di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari, oppure quelli di manutenzione ordinaria sulle parti comuni degli edifici;
  • di efficienza energetica, ad esempio quelli di sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre (infissi inclusi), quelli sulle strutture o sull’involucro degli edifici, gli interventi finalizzati congiuntamente anche alla riduzione del rischio sismico (ecobonus) e quelli di efficienza energetica che danno diritto al Superbonus;
  • di adozione di misure antisismiche, inclusi quelli che danno diritto al Superbonus;
  • di recupero o restauro della facciata di edifici esistenti, compresi gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna;
  • di installazione di impianti fotovoltaici, compresi quelli che danno diritto al Superbonus;
  • di installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, compresi quelli che danno diritto al Superbonus.

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