La “Lunga Notte della Ricerca” e i test fotovoltaici con EURAC Research

Michael Hackhofer / 14 Ottobre, 2019 / Fotovoltaico

Insieme a EURAC Research, anche noi di BayWa r.e. abbiamo partecipato alla “Lunga Notte della Ricerca” di Bolzano: scopri di più sull’evento

Nel corso della European Researchers’ Night, iniziativa finanziata dalla Commissione Europea e tenutasi in circa 370 città dell’UE, anche Bolzano ha partecipato con la “Lunga Notte della Ricerca”.

Una full immersion, durata dalle 17 alle 24, tra diverse tematiche e settori della scienza, cui abbiamo preso parte anche noi di BayWa r.e. – insieme a EURAC Research – fornendo alcuni moduli fotovoltaici per approfondimenti legati al mondo dell’energia.

Di seguito, dunque, vediamo alcuni dettagli sull’evento e sull’istituto per le energie rinnovabili di EURAC, i cui ricercatori hanno svolto specifici test sui nostri moduli.

La “Lunga Notte della Ricerca” a Bolzano

La “Lunga Notte della Ricerca” (LUNA) ha visto disseminate per la città di Bolzano ben 13 tappe diverse, con 18 officine della scienza aperte ai visitatori e oltre 100 stazioni a disposizione per confrontarsi con i ricercatori.

Un’iniziativa che, come detto, si è inserita nella cornice della Notte Europea dei Ricercatori, promossa ogni anno dalla Commissione Europea (dal 2005) e che solo in Italia ha visto la partecipazione di 116 città.

La serata di Bolzano è stata incentrata sull’argomento “Change & Challenge: Cambiamenti climatici, demografici, digitali, sociali”, declinato in 18 aree tematiche diverse:

  • medicina;
  • linguistica;
  • clima;
  • digitalizzazione;
  • economia;
  • ambiente;
  • design;
  • archeologia;
  • antropologia;
  • biologia;
  • energia;
  • sport;
  • astronomia;
  • fisica;
  • agricoltura;
  • laboratori;
  • società;
  • formazione.

Per il settore Energia, noi di BayWa r.e. abbiamo partecipato all’iniziativa insieme ai ricercatori di EURAC Research di Bolzano, nello specifico con quelli dell’istituto per le energie rinnovabili.

EURAC Research e l’istituto per le energie rinnovabili

Tra le infrastrutture di ricerca di EURAC è presente anche un istituto che si occupa, nello specifico, di attività di ricerca applicata in ambito sistemi energetici avanzati (che prevedono l’utilizzo di fonti energetiche sostenibili).

Tale istituto include 5 gruppi di ricerca:

  • sistemi di riscaldamento e raffrescamento sostenibile;
  • sistemi fotovoltaici;
  • efficienza energetica degli edifici;
  • risanamento energetico degli edifici storici;
  • sistemi energetici urbani e regionali.

Il gruppo relativo ai sistemi fotovoltaici è stato, dunque, quello con il quale abbiamo collaborato noi di BayWa r.e. nel progetto “Moduli fotovoltaici ai raggi X“.

Durante la serata, infatti, abbiamo fornito alcuni moduli fotovoltaici per effettuare dei test che permettessero, grazie all’elettroluminescenza, di “guardare” all’interno dei moduli e individuare le anomalie che incidono sulla resa degli stessi.

I test di elettroluminescenza sui moduli fotovoltaici

I test di elettroluminescenza permettono di riconoscere quei danni alle celle fotovoltaiche che, pur non visibili a occhio nudo, possono incidere pesantemente sulla potenza e sulla durata di esercizio del modulo.

Si tratta di danni che possono essere causati, oltre che da fenomeni atmosferici avversi, già a partire dalle primissime fasi, come il trasporto o l’installazione stessa dei pannelli solari: la mancanza di cura, o anche l’abitudine di camminare sopra ai moduli, possono causare effetti non evidenti ma che comunque vanno poi a incidere a livello di prestazioni.

I test di elettroluminescenza sono una sorta di “lastra” del modulo fotovoltaico: a quest’ultimo viene, infatti, applicata una tensione e, sfruttando un’apposita camera con speciali sensori, le celle appariranno più o meno luminose in determinati punti, evidenziando dove funzionano al meglio e dove, invece, il rendimento è minore.

Grazie a questa tipologia di verifica, è possibile individuare problematiche quali:

  • guasti ai diodi di bypass;
  • problemi di saldatura e consistenza dei ribbon;
  • effetto PID (Potential Induced Reduction), ovvero un degrado nella resa dei pannelli che può arrivare anche al 50% in meno rispetto a quella di partenza;
  • fenomeni di microcracking sulla cella, spesso dovuti proprio al fatto di camminarci sopra.

Questi test sui pannelli fotovoltaici, dunque, possono essere davvero utili per capire quale sia effettivamente la potenza delle singole celle. Su questo argomento, potrebbe interessarti anche il seguente articolo: Manutenzione impianto fotovoltaico: 4 fattori per un controllo efficace.

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