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Reddito energetico in Puglia: come funziona

Gloria Cipressi / 9 Agosto, 2019 / Fotovoltaico

Sarà la Puglia la prima regione ad adottare il Reddito energetico, dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale: scopri di più

Sarà la Puglia la prima regione ad adottare il Reddito energetico, dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale.

Misura volta a incentivare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, il Reddito energetico mette a disposizione risorse a fondo perduto per fornire impianti fotovoltaici e microeolici in comodato d’uso alle famiglie meno abbienti.

Un modello che presto potrebbe essere replicato anche in altre regioni d’Italia: vediamo, nello specifico, cos’è e come funziona il Reddito energetico in Puglia.

Reddito energetico regionale: cos’è

Dopo la sperimentazione avvenuta a Porto Torres, comune della Sardegna, il Reddito energetico verrà applicato per la prima volta a livello regionale e, come detto, sarà la Puglia a fare da apripista in Italia.

Saranno, dunque, 5,6 i milioni di euro stanziati nel 2019 per tale misura: risorse a fondo perduto, destinate all’installazione di impianti fotovoltaici, microeolici e solari termici a uso domestico, in favore delle famiglie meno abbienti.

Tali impianti verranno dati in comodato d’uso gratuito, quindi non è previsto un esborso economico da parte dei beneficiari. Inoltre, verranno premiati quegli utenti che provvederanno a eseguire interventi di rimozione dell’amianto dai tetti: un problema sempre attuale in Italia, considerando che – secondo un report di Legambiente – nel nostro Paese sono già state censite 370 mila strutture dove è ancora presente questo materiale, per un totale di 58 milioni di metri quadrati di coperture in amianto o eternit (e il censimento è ancora in corso).

Su questa tematica, potrebbe interessarti l’articolo che abbiamo realizzato su Decreto Fer1: ecco gli incentivi sulle energie rinnovabili.

Come funziona il Reddito energetico in Puglia

Gli incentivi saranno messi a disposizione non solo delle singole famiglie ma anche dei condomini, che potranno accedere ai contributi per l’installazione di impianti fotovoltaici, microeolici e sistemi di accumulo a servizio delle utenze condominiali.

I beneficiari del Reddito energetico sottoscriveranno una convenzione con il GSE per l’attivazione del servizio di scambio sul posto: potranno così consumare l’energia elettrica autoprodotta, mentre quella in eccesso verrà reimmessa nella rete nazionale.

L’unica differenza, rispetto al servizio classico, riguarda la cessione dei crediti maturati nei confronti del Gestore Servizi Energetici: il contributo in conto scambio verrà dunque girato alla Regione Puglia, che lo utilizzerà per avere ulteriori risorse da investire in nuovi impianti e raggiungere un numero più elevato di beneficiari.

Grazie al Reddito energetico, le spese a carico della regione (per gli impianti che usufruiranno delle agevolazioni) saranno quelle per:

  • acquisto;
  • installazione;
  • allaccio;
  • manutenzione straordinaria;
  • assicurazione;
  • telecontrollo degli impianti.

Gli unici oneri a carico dei beneficiari saranno gli interventi di manutenzione ordinaria, l’eventuale riscatto dell’impianto o il risarcimento in caso di decadenza del beneficio.

Reddito energetico regionale: una misura replicabile

Dopo l’approvazione del Consiglio della Regione Puglia, ora bisogna attendere che la giunta predisponga il regolamento di attuazione del Reddito energetico: in quel modo sarà possibile avere maggiori dettagli sui criteri da rispettare per richiedere il contributo.

Come dichiarato da Antonio Trevisi, consigliere regionale M5S e primo firmatario della proposta di legge, “non solo daremo un sostegno alle famiglie in difficoltà, ma contribuiremo anche ad abbattere le emissioni atmosferiche attraverso il progressivo incremento della produzione d’energia elettrica da fonti rinnovabili. Con il reddito energetico vogliamo rendere i cittadini produttori di energia, promuovendo un modello di generazione distribuita e favorendo l’autoconsumo”.

“La Puglia è la regione che brucia più carbone in Italia – prosegue Trevisi – basti pensare che oltre il 40% del consumo nazionale viene bruciato in una fascia di 70 km tra Brindisi e Taranto. Le fonti rinnovabili e la generazione distribuita sono l’unica vera prospettiva di liberazione dalla dipendenza energetica dalle fonti fossili, a favore di un sistema caratterizzato da autonomia e partecipazione, volto a realizzare il modello dell’economia solidale nel settore energetico”.

Come detto, il Reddito energetico potrebbe essere una misura interessante anche per le altre regioni italiane, quindi l’auspicio è che tale iniziativa possa essere replicata anche in altre zone del Paese.

Nel frattempo, tra gli altri incentivi regionali sul fotovoltaico, scopri caratteristiche e vantaggi dei Bandi sui sistemi di accumulo in Veneto e Lombardia.

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