FER X Approvato dalla commissione Europea: nuovi incentivi per le rinnovabili in Italia
Il decreto FER X è stato approvato dalla Commissione Europea l’8 giugno e dà il via libera a 23 miliardi di euro di aiuti di Stato, destinati al sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia.
Il programma punta a realizzare 37,15 GW di nuova potenza installata da fonti rinnovabili sul territorio italiano, così da contribuire all’accelerazione verso i target climatici europei e ridurre sempre di più la dipendenza energetica da paesi esteri.
Le tecnologie coinvolte sono diverse e comprendono, oltre al fotovoltaico, anche eolico, idroelettrico e altri impianti legati al recupero energetico. Questo approccio multisettoriale consente di diversificare le fonti energetiche e sfruttare al meglio le risorse disponibili.
Qual è la tipologia di incentivo?
L’incentivo si concretizzerà sottoforma di pagamenti variabili basati su contratti per differenza (CfD), strumenti pensati per tutelare gli investimenti dalle oscillazioni dei prezzi dell’energia.
In pratica, se il prezzo di mercato dell’elettricità sarà inferiore al prezzo di esercizio, lo Stato pagherà la differenza al produttore di energia; se invece sarà superiore, sarà l’operatore a restituire la differenza.
Il premio sarà riconosciuto per ogni kWh prodotto e immesso in rete.
Questo sistema, valido per un periodo di circa 20 anni, creando condizioni favorevoli per nuovi progetti, riducendo il rischio finanziario per gli operatori.
Fotovoltaico in primo piano
All’interno del FER X, il fotovoltaico assume un ruolo centrale. Le previsioni indicano la messa a gara di circa 10 GW di capacità attraverso procedure competitive tra il 2026 e il 2027.
Gli impianti con potenza superiore a 1MW accederanno agli incentivi tramite aste competitive, mentre quelli di potenza inferiore a 1MW avranno la possibilità di accedere direttamente all’incentivo senza dover partecipare ad aste.
Questo sistema favorisce sia i grandi investimenti industriali sia la diffusione capillare di impianti sul territorio.
Un orizzonte fino al 2030
Il FER X si inserisce in una prospettiva di medio-lungo periodo, accompagnando lo sviluppo del settore fino al 2030.
La stabilità normativa rappresenta uno dei punti di forza del provvedimento: rispetto al passato, il quadro regolatorio appare più chiaro, permettendo agli operatori di pianificare investimenti su orizzonti temporali più ampi.
Un tassello chiave della strategia energetica italiana
Nel complesso, il FER X non è soltanto un sistema di incentivi, ma uno strumento strategico che punta a trasformare il settore energetico nazionale. Le sue principali ricadute riguardano:
- l’aumento della quota di energia rinnovabile nel mix elettrico
- la riduzione della volatilità dei prezzi
- il rafforzamento dell’indipendenza energetica
- la promozione di investimenti e innovazione
I prossimi step
Dopo l’approvazione da parte della Commissione Europea, il decreto dovrà completare il proprio iter nazionale, che prevede il controllo della Corte dei Conti, il parere dell’ARERA, il passaggio in Conferenza Stato-Regioni e, infine, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
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