Fotovoltaico agricolo in India: obiettivo 31 GW entro il 2022-2023

Michael Hackhofer / 12 Aprile, 2021 / Sostenibilità

Un investimento da 4,7 miliardi per potenziare il sistema fotovoltaico agricolo indiano e realizzare il più grande piano al mondo di solarizzazione dell’agricoltura.

Stiamo parlando del mega programma PM-Kusum, avviato nel 2019, che ora si appresta – entro il 2022-2023 – a espandere la capacità degli impianti fotovoltaici in agricoltura fino a 31 GW, attraverso l’installazione di pompe solari e pannelli, nell’obiettivo di coinvolgere anche le zone rurali di difficile collegamento con la rete elettrica centrale.

Oltre a un aiuto per la produzione, gli agricoltori potranno così guadagnare anche dalla vendita dell’energia solare alla rete ed evitare il costo ricorrente del diesel. Vediamo maggiori dettagli sul nuovo piano per il fotovoltaico agricolo in India.

Fotovoltaico agricolo: cosa prevede il programma PM-Kusum

Dopo quella degli anni ‘60-’70, che ha visto l’introduzione di tecniche moderne in agricoltura, in India si prospetta una seconda “rivoluzione verde”, per fornire elettricità continua a zero emissioni e a basso costo. E contribuire, in questo modo, a rispondere in maniera forte all’altissima richiesta del settore agricolo indiano di approvvigionamento di energia elettrica.

PM-Kusum prevede uno schema di incentivi e sussidi per l’installazione o il rinnovo di tecnologie fotovoltaiche che saranno a disposizione dei proprietari terrieri per 25 anni.

Il programma prevede:

  • 10 GW ripartiti in impianti fotovoltaici da 500 kW fino a 2 MW ciascuno montati a terra e connessi alla rete;
  • installazione di 2 milioni di pompe solari agricole, per ulteriori 10 GW;
  • trasformazione di 1,5 milioni di pompe agricole in solari connesse alla rete elettrica, pari a 11 GW.

Come riporta il BloombergNEF, l’energia derivante da un impianto fotovoltaico su terreno agricolo ridurrebbe i costi di approvvigionamento e, nello stesso tempo, andrebbe a colmare le perdite dovute alla produzione centralizzata e alla successiva trasmissione e distribuzione.

Con il governo indiano che aveva previsto l’approvazione di 3.000 megawatt di piccoli impianti agro-voltaici entro marzo 2021, le domande ricevute a fine gennaio sono state più del triplo.

È evidente, tuttavia, che un programma di tali dimensioni possa comportare diverse sfide operative, e l’analista Rohit Gadre di BNEF India ne sottolinea i passaggi: “La sicurezza e la manutenzione di migliaia di impianti distribuiti per 25 anni avranno dei costi, e ogni anomalia potrebbe portare a una generazione non ottimale”.

Fotovoltaico agricolo in India: altri progetti

In India non mancano modelli alternativi al piano PM-Kusum, tra sperimentazioni in fase di verifica e proposte che gestiscono approvvigionamenti nettamente inferiori.

Si stanno testando, ad esempio, impianti solari su palafitte, in modo che la stessa terra possa produrre energia e anche ospitare aziende agricole. Il lavoro ha già superato la fase sperimentale, tuttavia, per sopperire alle strutture necessarie alle imprese agricole, sarebbero necessari di 115 GW di nuovi impianti: un numero decisamente più elevato rispetto ai 10 GW già stanziati per il programma statale.

Tra gli altri progetti da menzionare, una gara d’appalto in Andhra Pradesh, Stato a sud dell’India, per un piano di solarizzazione riguardante gli agricoltori di 10 località e un totale di 6,4 GW.

Oppure, una joint venture denominata EESL (Energy Efficiency Services Ltd.), formata da 4 compagnie leader di settore di proprietà governativa, che mira a installare il fotovoltaico per le esigenze delle aziende agricole e per l’illuminazione anche nelle aree adiacenti. L’investimento è coperto per intero da EESL, che viene remunerata con i risparmi generati: una soluzione ad anticipo zero da parte dello Stato e che vede già commissionati 120 piccoli impianti solari, per un totale di 130 MW, nella regione di Maharashtra.

Fotovoltaico agricolo e non solo: il ruolo di eolico e solare in India

L’India sembra dunque aver ripreso la corsa alla solarizzazione dell’agricoltura, che tra il 2019 e il 2020 aveva registrato dei rallentamenti, dovuti alla forte presenza nelle aziende agricole di pompe diesel indipendenti (e, in generale, di un sistema economico-energetico basato in larga parte sui combustibili fossili).

Dopo quello dei trasporti, infatti, il settore agricolo è il secondo principale utilizzatore di gasolio. In generale, va ricordato che l’India è attualmente al terzo posto al mondo per diffusione annuale di gas-serra.

In ottica di miglioramento, il colosso asiatico vuole raggiungere i 175 GW di capacità di energia rinnovabile entro il 2022 e i 450 GW entro il 2030. La spinta maggiore verrà proprio dalla produzione di energia eolica e solare.

Vuoi approfondire altre tematiche legate alla sostenibilità? Anche BayWa r.e. ha realizzato di recente, nei Paesi Bassi, alcuni progetti di fotovoltaico agricolo. Leggi qui l’articolo: Agro-fotovoltaico: i progetti BayWa r.e. nei Paesi Bassi.

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