Direttiva RED II e rinnovabili: largo ai prosumer condominiali

Gloria Cipressi / 12 Aprile, 2019 / Sostenibilità

Con la nuova RED II, l’Italia si appresta a recepire la direttiva europea 2018/2001 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili

Con la nuova RED II, l’Italia si appresta a recepire la direttiva europea 2018/2001 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

Per centrare gli obiettivi fissati al 2030 (tra cui il raggiungimento di una quota del 32% nella produzione di energia pulita) un ruolo fondamentale potrebbero giocarlo i condomini.

Presto, infatti, i prosumer condominiali potrebbero diventare realtà anche in Italia: l’art. 21 dovrebbe permettere l’autoconsumo elettrico collettivo, con un unico impianto fotovoltaico condiviso tra più consumatori finali (i condòmini).

Un cambio significativo, per il quale è necessario chiarire ancora alcuni aspetti, ma che potrebbe dare diversi vantaggi per un futuro più sostenibile.

Rinnovabili e autoconsumo: la consultazione pubblica di ottobre 2018

A fine marzo, la Commissione industria, commercio e turismo del Senato ha presentato i risultati di una consultazione pubblica indetta a ottobre 2018, per avere opinioni e suggerimenti di cittadini e operatori del settore sull’attuazione della direttiva RED II.

I temi trattati hanno riguardato costi e benefici, rischi e opportunità, ostacoli normativi e interventi legislativi necessari per raggiungere gli obiettivi della direttiva.

Considerando che, a fine 2016, la produzione annua di energia rinnovabile in Italia era di 4,2 TWh3, tale dato dovrà essere quintuplicato per rispettare i traguardi del 2030: ecco perché è fondamentale accelerare anche dal punto di vista del quadro normativo.

In totale i partecipanti della consultazione sono stati 480, con 275 risposte ritenute valide:

  • 188 da parte di privati cittadini;
  • 87 da portatori di interessi (di cui 48 aziende, 27 associazioni di categoria, 3 istituzioni e 9 consulenti di settore).

Vediamo i principali aspetti emersi.

Prosumer condominiali: verso i Sistemi di distribuzione chiusi (SDC)

In generale, dalla consultazione pubblica emerge che la quasi totalità dei partecipanti si dichiara favorevole allo scambio diretto di energia prodotta negli edifici tra unità abitative dello stesso condominio.

Fare in modo che i soggetti di un’unità condominiale possano connettersi tra loro grazie a una rete privata, come un Sistema di Distribuzione Chiuso (SDC), può contribuire ad aumentare e ottimizzare la produzione e il consumo di energia nel nostro paese.

La normativa italiana, per ora, non prevede ancora delle possibilità diverse dall’autoconsumo one to one, ovvero da un impianto fotovoltaico a un unico consumatore. Presto, però, potrebbe essere incluso anche il modello “da uno a molti“, per condividere l’energia prodotta da un condominio tra gli abitanti dei singoli appartamenti.

In realtà, tale soluzione potrebbe essere applicata anche per la creazione di vere e proprie Comunità Energetiche Rinnovabili (LEC). Ad esempio, si avrebbe la possibilità di sfruttare l’energia prodotta dall’impianto FV delle scuole anche nei mesi di chiusura estiva, condividendo l’energia con le abitazioni vicine.

Oltre a quelli già citati, un SDC potrebbe portare molti altri vantaggi, tra cui:

  • decongestione della rete elettrica nazionale
  • riduzione delle perdite di rete
  • impiego più efficace delle infrastrutture elettriche pubbliche

Direttiva rinnovabili RED II: esigenze e problematiche

Nel report “Green energy. Il sostegno alle attività produttive mediante generazione, accumulo e autoconsumo di energia elettrica”, contenente i risultati della consultazione pubblica sulla direttiva RED II, emergono anche esigenze e problematiche da risolvere.

Tra le più importanti, ad esempio, vi sono:

  • necessità di semplificazione della normativa che regolamenta l’autoconsumo di energia elettrica;
  • semplificazione degli iter relativi alle autorizzazioni per impianti FER e CAR in autoconsumo;
  • semplificazione delle connessioni per impianti FER e CAR in autoconsumo;
  • eliminazione dei vincoli che non sono legati alla sicurezza e alla stabilità della rete.

Tra gli argomenti toccati vi sono anche gli oneri di sistema, di trasmissione e distribuzione, per i quali bisognerà prevedere l’addebito in base all’uso totale o parziale dell’energia elettrica. L’esenzione, invece, andrebbe prevista solo per i sistemi completamente indipendenti dalla rete nazionale e che producono energia sul posto.

In generale, dunque, gestione e sicurezza della rete sono aspetti delicati, che andranno valutati attentamente (qui puoi leggere per intero il report sulla consultazione pubblica citata).

Tuttavia, lo studio “I Prosumer Condominiali” (presentato da [email protected]) evidenzia come l’apertura a modelli “one to many” potrebbe avere un impatto davvero importante per l’Italia, con un potenziale di mercato di circa 250.000 condomini e un saldo positivo per il paese compreso tra 1,4 e 2 miliardi di euro.

Se ti interessa il tema della sostenibilità e degli incentivi sul risparmio energetico, scopri qui cos’è e come funziona il Fondo nazionale efficienza energetica.

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